18 Aprile 2003

«Nessun allarme uranio impoverito»

IL PRESIDENTE RAMPONI

«Nessun allarme uranio impoverito»



ALLARME uranio impoverito in Iraq? Il presidente della Commissione Difesa della Camera, il generale Luigi Ramponi di Alleanza nazionale, scuote la testa. Non crede che il rischio esista, né dà patenti di credibilità a chi il rischio ha sollevato. «I nostri militari dispongono della preparazione e della tecnologia necessarie per far fronte a qualsiasi situazione di pericolo – sostiene Ramponi – E poi chi dice che nel confltto in Iraq siano stati usati proiettili all?uranio impoverito? Chi dice che l?uranio impoverito causi malattie mortali?». Terza domanda dell?onorevole: «Che competenza hanno coloro che fanno al governo simili raccomandazioni?». L?altro giorno, 24 ore dopo la decisione del Parlamento di inviare una forza militare composta da tremila uomini per la distribuzione di aiuti umanitari nel paese dell?ex rais Saddam Hussein, erano stati l?Osservatorio militare e il Codacons si a dare il loro altolà: «Il governo chieda agli americani le zone di guerra in cui sono stati usati proiettili all?uranio impoverito per dare modo ai nostri militari di proteggersi e difendersi dai possibili danni alla salute». E a sostegno delle loro preoccupazioni Osservatorio militare e Codacons ricordavano i diciotto morti per leucemie o linfomi Non-Hodgkin tra i militari italiani che avevano compiuto almeno una missione in Bosnia e Kosovo dal 1995 al dicembre 2002. «Ma quelle morti non sono state causate dall?uranio impoverito – replica il generale Ramponi – La commissione Mandelli che si occupò di accertare la causa dei decessi e l?eventuale relazione tra questi ultimi e l?uranio impoverito arrivò ad una conclusione non positiva, affermando che non vi era alcuna collegamento tra le morti e il contatto con il materiale bellico. I nostri militari – continua il presidente della Commissione Difesa – saranno nelle condizioni di operare con sicurezza. Le nostre unità Nbc (contro la minaccia nucleare, batteriologica e chimica), sono tra le migliori al mondo e sono state sensibilizzate ad affrontare le situazioni di pericolo di fronte alle quali si potrebbero trovare. Parlare quindi di allarme uranio impoverito è una banalità».
Durante la guerra del Golfo, all`inizio degli anni Novanta, sulle terre del Kuwait e dell`Iraq sono rimaste circa 350 tonnellate di scorie di uranio impoverito. L`Institut of Medicine di Washington che ha analizzato le strane patologie dei veterani americani in occasione delle polemiche per la “Sindrome del Golfo“ ha iniziato a parlare della tossicità chimica di questa sostanza ma si è continuato a produrre munizioni con questo materiale di scarto dato il suo basso costo.

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