15 Febbraio 2017

“Neppure l’ Anac può sanzionare i conflitti d’ interesse dei politici”

“Neppure l’ Anac può sanzionare i conflitti d’ interesse dei politici”
il presidente dell’ autorità anti-corruzione racconta come sono nati i pareri sulle nomine cinque stelle a roma

Dottor Raffaele Cantone, presidente dell’ Autorità anti-corruzione, come è nato il suo rapporto con Virginia Raggi? Mi è venuta a trovare in campagna elettorale, come Meloni e Giachetti. Poi iniziano i guai con le nomine. Il 24 agosto mi chiamò la sindaca Raggi, chiedendo di parlarmi di persona di una questione che riguardava alcuni membri del gabinetto per i quali aveva inoltrato richiesta di un parere Anac. Mi offrii io di andare in Campidoglio, con due miei collaboratori, come avevo fatto in passato con Marino e Tronca. Quando arriviamo la Raggi mi chiede di parlare cinque minuti da soli. Di cosa? Di un’ istanza relativa alla possibilità di nominare in un gabinetto un dipendente dell’ amministrazione attraverso l’ aspettativa. La Raggi mi segnalò l’ urgenza di questa questione e di un’ altra relativa al capo di gabinetto, Carla Raineri. C’ erano state polemiche sul compenso e voleva essere tranquilla. Carla Raineri era alla riunione? No, c’ erano Raffaele Marra, che lei mi presentò come vice capo di gabinetto, e l’ allora vicesindaco Daniele Frongia. Io chiesi a chi fare riferimento per il tavolo congiunto tra Anac e Comune sulle best practice anti-corruzione e lei mi rimandò a Marra. Sapevo chi era Frongia perché la Raggi ci aveva chiesto un parere sulla possibilità che potesse fare il capo di gabinetto. Anac era favorevole ma poi, mi disse lei, c’ era stata una scelta politica diversa. Io le chiesi: “Ma lei si fida di Marra?”. Lei rispose di aver avuto affidavit da ambienti giudiziari e dalla Guardia di Finanza come di una persona integerrima. Perché le chiese di Marra? Mi sembrò strano trovare alla riunione Marra e non Carla Raineri. Torniamo al vertice. Prima di congedarci, la Raggi mi chiese la massima rapidità sul parere relativo al capo di gabinetto. La Corte dei Conti ha stabilito che la nomina di Carla Raineri era legittima, a differenza di quanto sostenuto dall’ Anac. La Corte non si basa sul nostro parere, è soltanto una risposta a un esposto del Codacons. I nostri uffici che hanno fatto l’ istruttoria si sono limitati a sottolineare che la nomina ai sensi dell’ articolo 110, relativo ai dirigenti, prevede una selezione che non c’ era stata. Si poteva usare l’ articolo 90 che regola le nomine fiduciarie. Con l’ articolo 90 avrebbe avuto uno stipendio minore. È una scelta del Comune di Roma, non certo di Anac, di retribuire i dirigenti più delle nomine fiduciarie. Veniamo al caso di Salvatore Romeo. A noi è arrivata una richiesta di parere sulla possibilità di nominare nel gabinetto dipendenti dell’ amministrazione in aspettativa. Abbiamo risposto che non c’ era assoluta incompatibilità. Quello su cui non eravamo d’ accordo era mettere il dipendente in aspettativa e poi dargli un emolumento ad hoc. La procedura corretta era chiamarlo e riconoscergli un eventuale surplus di retribuzione secondo criteri di ragionevolezza, che è poi quello che ha fatto la Raggi. Sulla nomina di Renato Marra a capo del dipartimento turismo che problemi avete notato? Abbiamo ricevuto un esposto da un sindacato che evidenziava la partecipazione di Raffaele Marra, capo del personale, alla nomina del fratello. L’ ufficio competente dell’ Anac chiese al Responsabile anticorruzione del Comune di inviare gli atti e una relazione che conteneva le dichiarazioni del sindaco, nelle quali la Raggi si assumeva la responsabilità della nomina. Qual era la vostra posizione? C’ era un obbligo di astensione assoluta, invece la delibera era firmata anche da Raffaele Marra e la relazione del Comune citava il coinvolgimento degli uffici competenti, cioè di Marra. L’ obbligo di astensione del dirigente in conflitto è assoluto e sarebbe spettato al sindaco individuare un soggetto diverso che si occupasse dell’ istruttoria. A Milano Anac non può fare niente per i conflitti di interesse dell’ assessore Cocco, dirigente in aspettativa di Microsoft? Le valutazioni sui politici non sono di competenza dell’ Anac ma dell’ Antitrust in base alla legge Frattini. Anac può fare controlli solo sulle dichiarazioni obbligatorie per la trasparenza. La legge prevede che è illecita la mancata comunicazione dei compensi – con sanzioni tra i 1000 e i 10000 euro – ma non la mancata pubblicazione. E nel caso della Cocco? Abbiamo avviato il procedimento. Se non ha comunicato, scatta la sanzione. La Finanza ha raccolto documenti in Comune per i fondi Expo al tribunale di Milano, su richiesta di Anac. Che succede? Il caso riguarda il Comune, ma nella gestione pre-Sala. C’ era stata una segnalazione e, dopo l’ attività di vigilanza, vogliamo capire come sono state fatte le gare. C’ è stata una tregua giudiziaria a Milano per non disturbare l’ Expo? A me non risulta affatto. Sono andato a trovare spesso l’ ex procuratore Capo Bruti Liberati, io lo informavo delle cose che stavo facendo, lui non mi informava sulle attività della Procura. Solo in occasione della discussione sulla Piastra mi ha detto che c’ era un procedimento aperto. Lei si è molto esposto a difesa del sindaco Giuseppe Sala, indagato per appalti Expo. Conosco Sala dal 24 giugno 2014, quando abbiamo iniziato l’ attività di controllo su Expo. Pur con diversi scontri, anche duri, su quello che si poteva fare e non fare, ho sempre constatato che Sala ha scelto la strada giusta. Riguardo alla fase precedente di Expo, quello che abbiamo verificato che non ci convinceva l’ abbiamo segnalato e abbiamo mandato gli atti in Procura. Com’ è finita con le 21 nomine di dirigenti Rai che Anac ha considerato illegittime? Ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dall’ azienda. Il capo della security selezionato dalla società del padre resta al suo posto. Abbiamo segnalato il macroscopico conflitto di interessi anche alla Corte dei Conti e alla Procura. C’ è un’ indagine per corruzione in un appalto Consip, il ministro Lotti è accusato di violazione di segreto istruttorio. Anac se ne occupa? Posso dire soltanto che abbiamo fatto un’ ispezione alla Consip, per ragioni diverse. Sono emerse alcune cose problematiche e abbiamo mandato il tutto in Procura.
stefano feltri

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