25 Luglio 2012

Neonato morto, primario sospeso Sanzioni per infermiera e caposala

Neonato morto, primario sospeso Sanzioni per infermiera e caposala

ROMA – “Fondi per gli acquisti in emergenza ci sono, deroghe per le assunzioni ne abbiamo concesse”. La Regione chiede “giustizia per una mamma disperata” e rimanda al mittente – il San Giovanni – la responsabilità di una dotazione di personale insufficiente e soprattutto di macchinari ormai datati. Nel giorno dell’ ispezione ministeriale nel reparto di Neonatologia e dei 20 avvisi di garanzia da parte della magistratura, la direzione generale a porte blindate avrebbe già preso le prime misure, quasi d’ ufficio: la responsabile facente funzioni di primario Caterina De Carolis viene sollevata dall’ incarico (la dottoressa resta a capo della Ginecologia), possibili sospensioni anche per l’ infermiera responsabile dell’ errore e della caposala. Bocche cucite, nessuno parla ufficialmente di tempi e tipo di provvedimenti, ma la rimozione dal doppio incarico della De Carolis è una decisione attesa nella struttura dove un neonato che ha fatto tanto per vivere è poi morto per una banalità. “Pensare che si è tentato di non voler far conoscere quanto accaduto rende questo caso incredibile. Mi auguro che le cose emerse non siano vere, mi auguro che il direttore generale intervenga per sollevare dall’ incarico gli eventuali responsabili. E spero che la magistratura assicuri i colpevoli alla giustizia”, dichiarava ieri il presidente della Regione, Renata Polverini, dopo aver conosciuto il risultato dell’ ispezione ministeriale. Sette ore di riscontri che gettano altre ombre sul reparto e sull’ operato del personale: cartelle cliniche incomplete, incubatrici obsolete, relazioni volte a insabbiare, poco personale. “Ho segnalato alla Procura eventi che non sono normali ma non ho avuto impressione che nessuno occultasse nulla”, la replica del dg Gianluigi Bracciale. Niente da dire sulla relazione finale degli ispettori: riferiscono di ripetute richieste fatte alla Regione, l’ ultima il 30 maggio 2011, per sostituire i macchinari ultradatati: l’ ospedale avrebbe sollecitato la fornitura di 16 nuove incubatrici e infusioni nell’ arco di un anno e mezzo. Ma all’ assessorato alla Salute “non risultano ripetute richieste né una specifica del 30 maggio 2011”. L’ unica esplicita di attrezzature da parte del S.Giovanni è datata 4 giugno 2012 “ma si tratta di una risposta dell’ azienda a una specifica richiesta degli uffici regionali che annualmente interrogano gli ospedali sulle necessità di ammodernamento del parco macchinari”. “Con la delibera 499 del 28 ottobre 2011 – ancora l’ assessorato – a ciascuna azienda beneficiaria è stata assegnata la somma di 180 mila euro da utilizzare per interventi e acquisti in urgenza” e che “il 19 gennaio 2012 il San Giovanni ha notificato la richiesta di un parziale utilizzo del suddetto accantonamento per l’ acquisto di 8 monitor multiparametrici da destinare al nuovo reparto di Osservazione Breve Intensiva. È utile osservare che in quell’ occasione sarebbe stato possibile destinare la restante parte dell’ accantonamento per l’ acquisto di strumentazioni quali le incubatrici di ultima generazione. L’ accantonamento risulta ancora utilizzabile dall’ azienda ospedaliera come risultano attivi finanziamenti statali e regionali alcuni dei quali dedicati all’ acquisizione di attrezzature”. Si difende la Regione, anche in merito alla scarsità di personale, anzi ricorda: “il 30 maggio 2012 è arrivato agli uffici un aggiornamento relativo al fabbisogno di personale senza indicare però espressamente le risorse più impellenti né formulando richieste specifiche per il reparto di neonatologia”. Non si fida il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti dei malati di Cittadinanzattiva, Giuseppe Scaramuzza, “siamo scandalizzati – afferma – e molto preoccupati da quello che sta emergendo dall’ ispezione del Ministero della Salute. E’ quanto mai urgente un intervento sull’ organizzazione delle strutture sanitarie e in particolare sulle cartelle cliniche”. Chiede anche una mappatura degli strumenti in dotazione nei reparti di Neonatologia della città. “Ci chiediamo se è solo il San Giovanni o piuttosto il problema come temiamo riguardi tutti gli ospedali. Il minimo è che ora la Regione verifichi lo stato delle incubatrici in giro, a partire dall’ Umberto I”. Il Codacons ha già offerto assistenza legale alla madre del piccolo Marcus ; il vice sindaco Sveva Belviso dichiara: “Roma capitale chiede all’ autorità inquirente che venga fatta al più presto piena luce sull’ intera vicenda mentre l’ amministrazione capitolina, oltre ad essere vicina alla famiglia, conferma fin da ora la sua più ampia disponibilità ad offrirle, qualora ne facessero richiesta, tutto il necessario ed indispensabile aiuto psicologico”. Parla di “brutto sospetto di discriminazione nel tentativo di insabbiare la vicenda”, il capogruppo Pd in consiglio regionale Esterino Montino.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox