17 Gennaio 2006

Neonati morti, storace attacca sanità siciliana sotto accusa

IL NUOVO dramma dei due bimbi morti inaugura un altro anno di scontri e di polemiche politiche sulla malasanità in Sicilia. Mentre a Racalmuto si sono celebrati ieri i funerali del piccolo Giuseppe, il neonato morto venerdì scorso dopo il trasporto in elisoccorso dall`ospedale di Canicattì al Policlinico di Palermo, il ministro della Salute Francesco Storace scende in campo per annunciare un piano di intervento nazionale, da concordare con il presidente Cuffaro, per contrastare l`emergenza sanitaria siciliana. Alla mano tesa del governo alla Regione siciliana, che di fatto suona come un “commissariamento“, risponde l`assessore regionale alla Sanità. Messi da parte i veleni e le offese delle settimane scorse, Giovanni Pistorio dà “piena disponibilità“ alla collaborazione ma denuncia un “rischio di strumentalizzazione politica sulla sanità siciliana“. I due, ministro e assessore, si incontreranno oggi per esaminare il piano, che Cuffaro dovrà poi approvare. Nel paese dell`agrigentino intanto sono arrivati ieri due ispettori regionali. Dovranno accertare perché è stato chiesto l`intervento dell`elisoccorso, che si trovava a Messina, e non dell`ambulanza, visto che i tempi di trasferimento sarebbero stati più rapidi. L`altro rebus è il motivo per cui la madre, con una gravidanza a rischio diagnosticata, ha partorito a Canicattì e non in un ospedale con un reparto di terapia intensiva neonatale. Alla fine, le nuove vittime della sanità, hanno provocato l`intervento del governo. “All`inizio pensavo a una serie di coincidenze, ora credo che occorra andare più a fondo – dice Storace – Stiamo lavorando in queste ore su una proposta per affiancare la Regione Sicilia e aiutarla a uscire dalla crisi“. L`idea del ministro è un sostegno all`attività di indagine e l`invio di professionalità e risorse per un piano-obiettivo anti-emergenza. Pistorio, assessore in procinto di dimissioni, unico esponente nel governo regionale di Mpa, il movimento di Raffalele Lombardo ormai in rotta col Polo, si dice pronto al confronto ma mette in guardia dalle strumentalizzazioni che rischiano di distorcere i fatti: “Non vorremmo che le tensioni politiche di quest`ultimo periodo, anticipatrici di una durissima campagna elettorale, unite alle polemiche che hanno riguardato i rapporti tra mafia, sanità e politica, aggravassero la situazione creando un pericoloso intreccio che abbia come effetto finale quello di screditare in modo ingiusto e irreversibile il sistema sanitario siciliano“. Sulle condizioni “drammatiche“ della sanità siciliana c`è una interrogazione al ministro dei deputati della Margherita, Giovanni Burtone e Rosy Bindi, che sollecitano investimenti per le strutture e per il personale. Il Codacons invoca interventi a tutela della salute dei cittadini e invita il ministro Storace a disporre controlli in tutti gli ospedali siciliani oltre a chiedere “le dimissioni dei responsabili di questi nuovi casi di malasanità“. Il responsabile della Fp-Cgil, Arturo Priolo chiede di rivedere l`organizzazione del servizio 118, ancora inefficiente “nonostante 60 nuove ambulanze e migliaia di assunzioni“. Anche il Ds Giuseppe Lumia ha presentato un`interrogazione al ministro. “Non bastano gli annunci di Storace perché nulla cambia nel frattempo“. Di “malapolitica“ del governo Cuffaro piuttosto che di malasanità parla il deputato regionale Ds Antonello Cracolici, della commissione sanità all`Ars, che incalza il ministro invitandolo a non duellare con Pistorio per motivi politici e a non ergersi a censore: “Se Storace dovesse davvero affiancare Cuffaro, che è stato e resta uno dei principali responsabili della disastrosa situazione attuale, significherebbe passare dalla padella alla brace“.

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