4 Maggio 2018

Nello Musumeci: «Purtroppo siamo in una triste media»

Daniele Lo Porto Tra le prime reazioni sull’ operazione Black Job quella del presidente della Regione e dell’ assessore regionale al Lavoro. «Da presidente della commissione regionale Antimafia avevo fatto predisporre una relazione sui parlamentari Ars, dal 1985 al 1995, coinvolti in vicende di illegalità, con varie ipotesi di reato poi confermate da sentenze. Purtroppo siamo in una triste media. Attenti, però, a non emettere sentenze», dice Nello Musumeci, mentre l’ assessore Mariella Ippolito, ha immediatamente inviato un nuovo direttore all’ Ispettorato del lavoro. «Forniremo ogni forma di collaborazione utile agli organi inquirenti – ha commentato l’ assessore Ippolito – e adotteremo i provvedimenti consequenziali». A Catania arriva l’ attuale direttore dell’ Ispettorato del Lavoro di Francesco Luca Palermo, Venerando Lo Conti. «Le indagini e gli arresti di Catania confermano ancora una volta che la corruzione è il freno aun avanzamento civile e sociale nella nostra regione», ha commentato il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, rilevando che «appare quasi paradossale che la lotta per la legalità, nellavoro e in ogni ambito debba arenarsi nella fitta rete della corruzione e dei corrotti. Perché chi deve controllare viene a patti per proprio interesse, chi deve verificare chiude un occhio in cambio di qualcosa. In una regione dove l’ annosa carenza degli ispettori, la mancanza di mezzi, da sempre da noi denunciate non trova ancora risposta, come sindacato ci sentiamo doppiamente colpiti per il fatto in sè e per l’ incidenza in un ambito nel quale le nostre battaglie rischiano di essere vanificate». Pagliaro ha ricordato che la Sicilia non ha ancora recepito il protocollo con l’ Ispettorato nazionale del lavoro per il coordinamento dei soggetti preposti alla vigilanza «Inadempienza paradossale – sottolinea il segretario della Cgil – se si considera che proprio Musumeci prima di di ventare presidente ne sollecitava l’ attuazione». «Se anche l’ Ufficio territoriale del lavoro di Catania dovesse risultare piegato a logiche criminali, che finiscono per inquinare il regolare andamento della pubblica amministrazione in danno degli utenti, il Codacons, associazione di consumatori, non esiterà un istante ad esporsi personalmente ed a collocarsi al fianco degli inquirenti affinché venga ripristinata la legalità e vengano puniti e cacciati i responsabili», dice il presidente regio nale, l’ avvocato Giovanni Petrone. Sulla «questione morale» era già intervenuto neI giorni scorsi ilcandidato a sindaco di Catania, Emiliano Abramo, che ora dice: «I recenti fatti di cronaca ci mostrano una città vessata da malaffare e corruzione. Elementi questi che, troppo spesso, si sono annidati nelle segreterie politiche di Catania. La vicenda di oggi sommata al Garbage Affair (lo scandalo rifiuti, ndr), rende ancora più urgente l’ appello alla questione morale che già da tempo abbiamo lanciato alla città». (*DLP*)

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this