6 giugno 2010

Nelle scuole la sicurezza è un optional

La sicurezza degli edifici scolastici? Roba per pochi intimi, se solo dopo una recente indagine del Codacons è spuntato fuori, a pochi giorni dalla fine delle lezioni, un documento interministeriale con allegato un elenco di ben dodicimila istituti (pari al 28 per cento del totale) considerati "ad alto rischio" e quindi da sottoporre ad attento monitoraggio, sia per le condizioni delle strutture sia per la quantità di alunni presenti nelle aule. Una "lista nera" dove compaiono in grande quantità anche scuole di Rieti e provincia. Per l’ esattezza, tra i 1330 edifici non sicuri individuati nel Lazio, solo tenendo conto dei primi 400 in classifica, si contano oltre 30 scuole reatine di cui quattro nel capoluogo e le restanti variamente distribuite in istituti ubicati nei comuni di Amatrice, Fara, Montopoli, Poggio Catino, Colle di Tora, Leonessa, Collalto, Collevecchio, Poggio Nativo, Pescorocchiano e Cittaducale. Non sorprende di scorrere tra una riga e l’ altra i codici corrispondenti agli edifici scolastici di via Centuroni e via San Francesco 6, in realtà già chiusi prima dell’ inizio dell’ anno proprio per ragioni di inagibilità dei locali. Sennonché, ironia della sorte, tra le strutture rischiose c’ è anche quella sede decentrata di via Moisè di Gaio dove da settembre scorso sono stati dirottati gli alunni precedentemente collocati in via Centuroni. Un circolo vizioso dal quale non sembra si riesca a uscire, soprattutto a causa dell’ assenza di locali adeguati per ospitare le scuole superiori e primarie del territorio. Sotto monitoraggio anche la "Sacchetti Sassetti" in piazza Mazzini e la sede dell’ istituto per l’ Agricoltura di Cittaducale. Il quadro generale, a ben vedere, è tutt’ altro che incoraggiante e il documento rispolverato dal Codacons desta non poche perplessità perché a non tornare sono proprio i tempi. Il file reso noto dal Codacons, redatto dopo un monitoraggio disposto nel gennaio 2009 dall’ Intesa Stato-Regioni ed eseguito in tutti gli istituti scolastici del paese, è emerso con il decreto interministeriale del ministro dell’ Istruzione di concerto con quello dell’ Economia del 23 settembre 2009, decreto che individuava per l’ anno scolastico 2009/2010 le scuole che dovevano essere destinatarie della riduzione del numero di alunni per classe quando le aule erano sottodimensionate. Peccato però che, a quella data, «le classi – come nota l’ associazione dei consumatori – erano già formate in soprannumero e l’ organico di fatto già operante con i tagli del ministero». Il che significa che la situazione di rischio è tuttora perdurante e che per il prossimo anno le cose potrebbero andare pure peggio se si tiene conto dell’ aumento di alunni per classe previsto dai nuovi parametri ministeriali. Converrà iniziare a stringersi un po’ , ma intanto, per chi volesse denunciare inefficienze e situazioni di scarsa sicurezza nella propria scuola, il Codacons ha messo a disposizione sul sito www.codacons.it. un questionario per inviare segnalazioni. Da Roma, Viterbo, Latina e Frosinone studenti e genitori l’ hanno già fatto.