26 Giugno 2007

“Nelle bibite gasate light ci sono tracce di benzene“

L`INDAGINE GUARINIELLO NASALCUNI CAMPIONI RISULTATI POSTIVI
“Nelle bibite gasate light ci sono tracce di benzene“

Bibite a rischio di benzene. E` il risultato degli accertamenti ordinati dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ai carabinieri del Nas di Torino, che hanno raccolto campioni di bibite in vendita sul territorio del capoluogo piemontese. I marchi sono una quindicina e soltanto alcuni sono risultati “a rischio“ dopo gli esami di laboratorio fatti dall` Università di Torino. E quei referti hanno convinto il ministero della Salute a fare controlli “a tappeto“ in tutt`Italia. Con l`arrivo dell`estate e con l`aumento di consumi di bibite legato al grande caldo, l`indagine “anti-benzene“ potrebbe scatenare un terremoto nella produzione e nella grande distribuzione. In particolare, gli specialisti hanno riscontrato il rischio di benzene nelle bibite senza zucchero. La sostanza (nociva per la salute) è prodotta dalla combinazione di benzoato e vitamine della frutta, entrambi presenti in molte bevande. La reazione, però, è favorita dal l`esposizione a luce e calore. L`indagine del pm Guariniello è legata alla pubblicazione di un`inchiesta giornalistica sul periodico “Il Salvagente“, nell`autunno dello scorso anno. Un paio di mesi fa, il magistrato aveva commissionato i prelievi ai carabinieri del Nas, che avevano raccolto campioni delle bavende in alcuni supermercati della città. Dopo l`uscita dell`articolo su “Il Salvagente“, alcune marche avevano modificato la formula chimica dei prodotti per evitare la possibilità di reazioni indesiderate. Altre aziende avevano deciso di mantenere gli standard: proprio fra quelle ci sarebbero i risultati positivi dei test di laboratorio. I consulenti della procura hanno anche consigliato nuovi prelievi per analisi con parametri diversi. Il suggerimento è legato proprio alla scoperta che le bevande senza zucchero sembrano più soggette delle altre alla combinazione chimica che porta alla produzione di benzene. Un sospetto già manifestato da “Il Salvagente“ e dimostrato dagli esami di laboratorio. Come anche la ricostruzione della “mutazione“ della composizione delle bevande: i campioni fatti analizzare dal periodico “contenevano in media 3 microgrammi di benzene per litro. Dopo una settimana di esposizione alla luce, la concentrazione è salita a una media di 5,2 microgrammi“. Situazione dove il consumatore non ha difesa. La notizia dell`inchiesta del pm Guariniello ha anche spinto il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, a chiedere al ministro della Salute di “far applicare la legge sul divieto di prodotti pericolosi“ nonché di emanare “una direttiva che vieti l`esposizione di bevande gassose in vetrina o comunque sotto i raggi del sole, specie in questo periodo di grande caldo“.

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