Nella primavera del record di caldo, prezzi di frutta e verdura in tilt
-
fonte:
- Il Messaggero
Nella primavera del record di caldo, prezzi di frutta e verdura in tilt e prodotti di qualità inferiore. Con tali premesse anche la dieta estiva si preannuncia difficile, stretta tra prezzi in salita e la minaccia insetti e siccità sulle produzioni. Coldiretti parla di “stagione anomala“ lanciando un vero allarme in vista della stagione estiva. “L`inverno mite – spiega Agostino Benedetti, presidente provinciale Coldiretti Perugia – ha provocato un`anticipazione della crescita delle piante ed una necessità di maggiore acqua. Auguriamoci che non ci siano abbassamenti repentini delle temperature che potrebbero compromettere diverse coltivazioni della regione, come vite e ulivi, già germogliati, e cereali (grano, orzo e avena)“. Una situazione resa ancora più difficile dal mancato rilascio delle licenze per l`attingimento dell`acqua, aspetto che rischia di mandare in crisi produzioni locali. “Un rimpallo di competenze e di mancate assunzioni di responsabilità tra Regione e Provincia – spiega Benedetti – sta mettendo in ginocchio le coltivazioni dell`intero territorio perugino. E questo nonostante dallo scorso autunno avessimo sollecitato una nuova legge regionale che regolamentasse in modo organico e strutturalmente efficace l`uso della risorsa idrica“. In mancanza di provvedimenti emanati a breve l`organizzazione minaccia “mobilitazione e protesta, per rivendicare e tutelare l`esercizio di un libero e legittimo diritto di impresa“. Un altro aspetto che rischia di compromettere la qualità dei prodotti ortofrutticolo locali è il moltiplicarsi degli insetti. “Le temperature elevate – spiegano da Coldiretti – hanno facilitato la conservazione delle larve ed ora anche la frutta, che potrebbe essere colpita, è a rischio. Problemi anche per gli olivi, a causa della cocciniglia e della mosca degli olivi. Ma il proliferare degli insetti minaccia anche le altre colture“. Il caldo sta condizionando anche la gestione del reparto ortofrutta specie dei negozi medio-piccoli. “Per ora il mercato è tranquillo – spiega Pietro Passeri, presidente provinciale Alimentaristi di Confcommercio – ma per agevolare la conservazione in molti sono costretti ad optare per forniture con cassette di minori dimensioni (la fila, ndr) e questo ha un costo all`ingrosso maggiore ed alla lunga potrebbe portare a qualche ritocco. Per ora non ci sono variazioni significative. Anche le fragole ora hanno un prezzo più basso, essendo il momento di maggiore produzione“. Indirizzarsi verso prodotti stagionali e nazionali resta la cosa migliore anche se, in certi casi, rivive al paradosso che merce estera costa meno di quella italiana. “C`è un elemento “organizzazione“ che incide – aggiunge Passeri – e se la frutta spagnola costa meno della siciliana è perché spesso da Palermo la merce arriva in Umbria transitando da Milano o Firenze o da entrambe le città, con costi e dispendio di energia che si accumulano sui prezzi dei grossisti“. I consumatori non mollano la presa, sostenendo che, pure per gli accumuli di produzione delle settimane scorse, i prodotti dell`ortofrutta “dovrebbero costare meno“. “Dalle fragole ai carciofi – spiega Carla Falcinelli, presidente regionale del Codacons – riscontriamo prezzi esagerati. Nel caso dei carciofi, ad esempio, in Sicilia c`è stata una “invasione“ di quelli egiziani ed i prezzi all`origine sono crollati. Qui li troviamo in offerta tra 25 e 45 cent a capo ma, non trattandosi dei “cimaroli“, sono troppo cari. Se è vero che i produttori lamentano quotazioni al ribasso, dov`è il risparmio per i consumatori?“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
