29 Ottobre 2010

Nella notte tra sabato e domenica lancette indietro: c’è l’ora solare

Roma, 29 ottobre 2010 – Torna l’ora solare. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31, esattamente alle ore 3, dovremo spostare all’indietro le lancette dell’orologio di sessanta minuti. Termina così, dopo 7 mesi, l’ora legale, la variazione convenzionale dell’orario astronomico entrata in vigore quest’anno il 26 marzo. Con l’uso dell’ora legale si determina che, per un dato territorio, l’ora ufficiale dello stato venga calcolata in anticipo rispetto all’ora solare (naturale).

Le ragioni sono due: da un lato questa misura consente risparmi energetici, poichè centrando una parte rilevante delle attività durante le ore di luce solare si riduce il ricorso all’illuminazione artificiale; dall’altro i cittadini possono beneficiare di un maggior numero di ore di luce solare.

Nella storia del nostro Paese la prima adozione dell’ora legale – nata da un’intuizione di Benjamin Franklin – è datata 1916, quando venne limitata al solo periodo estivo. Fino al 1920, l’inizio fu anticipato a marzo ma per i successivi venti anni non se ne parlò più. L’ora legale tornò in auge solo nel 1940, in pieno periodo bellico, e proseguì durante la ‘ricostruzionè fino al 1948: è proprio in quell’anno che lo spostamento delle lancette fu il più anticipato della storia, al 29 febbraio. Per i diciotto anni successivi l’ora solare tornò a dominare per tutti e dodici i mesi dell’anno mentre l’adozione definitiva di quella legale si ebbe nel ‘66, dal 22 maggio al 24 settembre.

Si continuò, con inizio dell’orario estivo nella tarda primavera, fino al 1979: nel 1980 lo spostamento delle lancette fu anticipato al 6 aprile, ma dall’ 81 in poi la domenica di riferimento per l’inizio dell’orario ‘estivò è sempre stata l’ultima di marzo e quella per il ritorno della ‘solarita" l’ultima di ottobre. Lo scorso anno, durante i sette mesi di ora legale, secondo i dati di Terna, la società responsabile della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad altissima tensione, sono stati risparmiati, in totale, 643 milioni di kilowattora, un valore pari, ad esempio, alla metà dei consumi domestici annui dell’intero Friuli Venezia Giulia.

In termini di costi, considerando che il costo di 1 kilowattora per il cliente finale è stato, nel periodo in esame, in media di 14,5 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia, nel complesso, ha risparmiato con l’ora legale circa 93 milioni di euro, e dal 2004 al 2009 il risparmio è stato per il paese di circa 500 milioni di euro.

Torna l’ora solare e un italiano adulto su sei accuserà qualche disturbo da accorciamento delle giornate cioè dalla diminuzione delle ore di luce, una sorta di depressione stagionale. Lo riferisce il professor Massimo Biondi, direttore del Dipartimento di scienze psichiatriche e medicina psicologica dell’università La Sapienza di Roma.

"Una percentuale di popolazione pari al 15% degli adulti – dice Biondi – proverà un aumento del senso di fatica, irritabilità, aumento di umore nero, mal di testa, difficoltà ad addormentarsi, effetti dovuti ad un passaggio brusco ad una giornata più buia".

"Non si tratta naturalmente di effetti di rilievo sulla salute – precisa Biondi – infatti sono transitori e rientrano nel giro di tre o quattro giorni in media. La soluzione migliore è dormire di più per qualche giorno. In effetti questi problemi colpiscono di più chi dorme poco rispetto a chi dorme di più e sono dovuti ad un cambio del fotoperiodo, importante per la regolazione dell’umore, ad una modificazione del ritmo sonno-veglia e attività-riposo".

In ogni caso molti italiani sono propensi ad "abolire" l’ora solare, per restare tutto l’anno in regime di ora legale: secondo un sondaggio Codacons, il 50% degli italiani è a favore e il 50% è contrario all’ora legale, ma la maggioranza si dice comunque favorevole a mantenerla evitando lo spostamento delle lancette due volte l’anno, e tutti i piccoli conseguenti disturbi del sonno. A cui fa fronte però un risparmio energetico stimato da Terna in qualcosa come mezzo miliardo di euro.
 

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