29 Marzo 2013

Nella morsa della crisi

Nella morsa della crisi

IN GUARDIA Messina: «Riceviamo denunce per truffe via Internet. Le mail sospette non vanno mai … Giorgio Italia Scatta una fotografia nitida ma dai contenuti molto tristi, l’ avvocato Bruno Messina, presidente del Codacons Siracusa. Chi meglio di lui può avvertire il disagio della città per la crisi che ha reso povero anche il ceto medio e messo in difficoltà persino alcune fasce di quello alto. «Si può comprendere il periodo che stiamo attraversando – commenta Messina – semplicemente considerando che è in crisi pure il mio settore, ovvero quello forense, che è stato sempre d’ élite. Si può quindi immaginare quale può essere la fascia della società che si rivolge al Codacons alla quale appartengono persone letteralmente disperate». La gente si rivolge al Codacons, innanzi tutto, per problemi che riguardano il credito, sotto l’ aspetto sia del pagamento di mutui e prestiti sia dell’ accesso ai finanziamenti. «L’ usura sta andando alla grande – continua Messina -. Ne ho una percezione seppure indiretta, ma tangibile. Perché il mancato pagamento delle rate dei mutui o dei prestiti è diventato un fatto ordinario, e non più una eccezione come era alcuni anni fa. Ma non solo. Il problema più evidente non può che essere rappresentato sempre dalla più difficile possibilità di accesso al credito bancario. E non mi pare che stia dicendo una novità. La novità, semmai, è che il fenomeno è molto più esteso di quanto si possa immaginare. Ecco perché il ricorso al credito privato, e quindi all’ usura». Su questo fronte, cioè sulla impossibilità per le famiglie di pagare le rate a banche e finanziarie, Messina è purtroppo molto franco: «Si tratta di morosità che si devono necessariamente onorare: l’ unica strategia è quella di ricorre alla giustizia, ma solo per dilungare i tempi affinché il soggetto nel frattempo si riprenda economicamente e paghi il dovuto». Cosa diversa, invece, è per i problemi legati a rapporti contrattuali, soprattutto di genere telefonico: il Codacons è costretto a rivolgersi in modo formale a quasi tutti i gestori telefonici, fissi e mobili, soprattutto per servizi attivati all’ utente e mai richiesti. La percentuale di successo a favore degli utenti, in questo caso, è molto alta. Ma c’ è un dato interessante che fa emergere Messina: in Italia, per accedere alla giustizia, bisogna essere benestanti: «Prima del governo Monti era già scandaloso il costo di accesso alla giustizia per avere riconosciuti i propri diritti e le proprie ragioni. Con Monti la situazione è peggiorata. Il premier uscente ha aumentato i costi dei contributi unificati, aumentando, di fatto, il costo di accesso alla giustizia. Ma non solo: sono stati aggiunti una serie di balzelli scandalosi che hanno finito per mettere in ginocchio persino le categorie professionali. Uno di questi è l’ assurda obbligatorietà di stipula di assicurazione contro i danni personali: come dire, l’ avvocato è obbligato all’ assicurazione nell’ ipotesi assurda che gli cada un libro sulla testa dentro il suo studio. E quindi l’ Italia degli interessi economici. E la gente soffre». E tanto soffre che non è nemmeno in grado di pagare i 50 euro di iscrizione richiesti dal Codacons per l’ assistenza, anche di natura legale, ma solo sino a un certo limite: oltre si applicano le tariffe minime: «La gente – conclude Messina – non è nemmeno in grado di potersi permette 50 euro per essere difesa». Un’ ultima nota il presidente la rivolge alle truffe su Internet: «Riceviamo decine di lamentele per essere stati truffati. Le mail sospette non vanno mai aperte e soprattutto non vanno mai inseriti i propri dati richiesti da una mail. Le banche e Poste Italiane non richiedono mai tali dati in nessun caso tramite mail». 29/03/2013.

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