12 Luglio 2011

Nella giungla dei saldi estivi prezzi truffa e abiti difettosi

Nella giungla dei saldi estivi prezzi truffa e abiti difettosi
 

DAGLI sconti truffa con prezzi gonfiati e poi ribassati agli articoli difettosi e che non si cambiano «perché a saldo». A una settimana dall´inizio della campagna dei saldi estivi, si moltiplicano a Palermo, negli uffici delle principali associazioni di consumatori, le denunce di raggiri e trucchi dei negozianti a danno di chi vuole risparmiare approfittando degli sconti. E nella giungla delle finte occasioni, finiscono anche le più note griffe. In viale Strasburgo, a scoprire una frode e a denunciarla via email all´Adoc di Palermo è stata una casalinga. «Volevo acquistare un abito che avevo visto prima degli sconti al prezzo di 77 euro – scrive Concetta La Mantia – e ho aspettato il primo giorno dei saldi. Speravo così di risparmiare qualche decina di euro. Invece, con mia grande sorpresa, il negoziante aveva cambiato i prezzi. Sui nuovi cartellini c´era uno sconto del 30 per cento ma il prezzo iniziale era stato maggiorato: da 110 euro a 77 euro con lo sconto, una beffa e nessun risparmio reale». Una decina di lamentele dello stesso tenore sono arrivate anche alla sede del Codacons di Palermo. «In questi casi – spiega il presidente di Adoc Sicilia Luigi Ciotta – inoltriamo il reclamo alla polizia municipale, che effettuerà una verifica ma solo se il consumatore ha scattato una fotografia del capo e dei due prezzi, prima e dopo, anche con un semplice telefonino». In corso Finocchiaro Aprile, una lite per un abito con la spalla scucita si è risolta con un cambio. «Il cliente ci ha chiamati in associazione – continua Ciotta – siamo riusciti a farglielo cambiare parlando con il negoziante». Alla Federconsumatori, invece, è arrivato il caso di una signora che aveva acquistato in viale Strasburgo un abito da cocktail della linea Max&Co con lo sconto del 20 per cento per poi accorgersi che lo stesso capo in altri due punti vendita della stessa catena in via Sciuti e in via Libertà aveva uno sconto superiore, del 40 per cento in meno. «Ho speso 143 euro – racconta Alessandra Galioto – mentre negli altri due negozi lo stesso vestito costava 101 euro. Ho cercato di farmelo cambiare o di avere un buono sconto, ma il titolare del punto vendita di viale Strasburgo mi ha risposto che ogni franchising applica una diversa politica di vendita». La Federconsumatori ha inviato una lettera alla casa madre. «Cercheremo di ottenere un rimborso – spiega Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori Sicilia – purtroppo con la crisi, le truffe a danno dei consumatori sono sempre più frequenti. Al nostro centralino sono arrivate anche quindici segnalazioni di clienti che hanno visto in vetrina merce delle stagioni passate: è successo in viale Strasburgo e in via Roma». Non mancano i casi di negozianti che non accettano le carte di credito, forma di pagamento obbligatoria se il punto vendita è dotato di un pos. Nel frattempo, continuano in città i controlli dei vigili urbani nel corso della campagna sconti che durerà fino al 15 settembre: nei giorni scorsi le pattuglie coordinate dal vicecomandante Vincenzo Messina hanno elevato tre multe da 800 euro ad altrettanti negozi di abbigliamento in via Sciuti, corso Calatafimi e corso Tukory, non esponevano i cartellini con il prezzo iniziale e finale e la percentuale di sconto e in via Sciuti un negozio effettuava una promozione speciale svendendo tutto al 70 per cento. Pratica fuori legge perché la legge regionale vieta le promozioni nello stesso periodo della campagna dei saldi.

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