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8 Marzo 2019

`Nella giungla dei disservizi. Un anziano non paga una fattura

della vecchia ditta e si ritrova senza gas nella sua abitazione
segue dalla prima pagina La vicenda è stata raccolta negli uffici perugini del Codacons cui si è rivolto un anziano che apparentemente si è ritrovato alcuni giorni al freddo e senza acqua calda. Il motivo? Una bolletta della luce di chiusura di un’ utenza intestata alla sua ex azienda: 170 euro che avrebbe dovuto pagare il soggetto subentrato nella gestione della ditta, ma per i quali Enel ha agito contro il vecchio intestatario. «Questo signore ha venduto la sua attività e nel passaggio c’ era una fattura di chiusura che è rimasta inevasa racconta Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria e si è ritrovato senza gas nella sua abitazione privata. Fornitura che è stata riattivata solo dopo aver pagato il sospeso». Non senza spese aggiuntive. «Per il riallaccio del contatore l’ utente ha dovuto pagare anche 60 euro». Sempre a proposito di fornitura di energia, i volontari dell’ associazione si sono dovuti trasformare in veri e propri 007 per risalire a chi nei quartieri perugini di Sant’ Erminio e via dei Filosofi, si aggirava per le abitazioni di anziani inducendoli a cambiare gestore. «Queste persone si sono presentate senza un distintivo di riconoscimento, facendo firmare i cittadini e senza lasciare alcuna ricevuta – spiegano dall’ associazione ritrovandosi poi con un altro contratto per la fornitura di energia e gas. Abbiamo dovuto indagare anche sentendo dei vicini per capire che si trattava probabilmente di agenti che sottoponevano, specie ad anziani soli, la portabilità delle utenze domestiche verso Eni». Individuato il gestore, per chi non era convinto di tale passaggio il Codacons ha potuto inviare la disdetta prima dei 14 giorni dalla stipula del contratto. «La cosa che ci ha colpito spiega Carla Falcinelli è che tali soggetti erano in possesso dei dati tecnici (codici Pdr, Pod) e fiscali degli utenti cui proponevano il cambio di gestore». Disagi anche per alcuni utenti di telefonia mobile e fisso che nei giorni scorsi sono stati raggiunti da fantomatici call center che, spacciandosi per il loro gestore telefonico, avvertono i clienti che il loro piano tariffario è scaduto e propongono un nuovo contratto sostitutivo del precedente. «Nonostante gli utenti rilevino di essere legati per 24 o più mesi alle condizioni attuali spiegano dal Codacons l’ operatore del call center assicura che, citando anche alcune normative, in ogni caso non ci saranno penali da pagare». Invece, gli utenti poi scoprono di aver cambiato gestore e si ritrovano un conto maggiorato a carico per sanzioni relative alla chiusura anticipata del contratto precedente. In un caso, un utente di telefonia fissa si è ritrovato addirittura col numero di casa cambiato perché il gestore precedente non aveva concesso il nulla osta alla portabilità del numero; ma succede anche che le vecchie compagnie non ricevano alcuna disdetta. «I gestori interpellati, a cominciare dal 187, hanno escluso proposte di variazioni di questo tipo», spiega Carla Falcinelli. «Temiamo si tratti di movimenti di agenzie per concludere nuovi contratti che alimentano una casistica che crea doppi problemi, col vecchio e nuovo gestore, che ci costringe spesso ad attivare le procedure di conciliazione». Un meccanismo di soluzione extragiudiziale delle controversie che dallo scorso giugno è possibile attivare anche con Umbra Acque. Fabio Nucci.

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