24 Settembre 2014

Nell’ inchiesta sulle “spese pazze” Ballaman chiede di patteggiare

Nell’ inchiesta sulle “spese pazze” Ballaman chiede di patteggiare

di Anna Buttazzoni TRIESTE Edouard Ballaman sceglie di patteggiare e prova così a chiudere – se il giudice darà l’ ok – il procedimento nel quale è accusato di truffa ai danni della Regione. Il suo legale, Giovanni Borgna, ieri davanti al Gup del tribunale di Trieste Raffaele Morvay, ha formalizzato la richiesta di patteggiamento. D’ accordo il pm Federico Frezza, titolare dell’ inchiesta sulle “spese pazze” in Consiglio regionale, che ha stabilito la pena in nove mesi di reclusione – sospesa con la condizionale – e 250 euro di multa. “Offerta” accolta da Ballaman che ha già risarcito la Regione per 4 mila 123 euro, la somma contestata dal pm. Sarà il Gup a pronunciare l’ ultima parola, presumibilmente il 18 novembre, la data alla quale ieri Morvay ha rinviato l’ udienza preliminare per i 22 indagati – 19 ex o attuali consiglieri regionali e tre persone estranee all’ amministrazione regionale – nell’ inchiesta sulle “spese pazze” e per i quali Frezza ha chiesto il rinvio a giudizio. Ballaman già condannato L’ ex leghista ed ex presidente del Consiglio è già stato condannato per peculato in primo grado e in appello a un anno di reclusione – pena sospesa – e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per aver abusato di auto blu e autista, quand’ era al vertice dell’ Assemblea regionale. Anche allora il titolare dell’ indagine era Frezza. Nella nuova inchiesta è accusato di aver “gonfiato” le spese per viaggi, anche con la moglie, quand’ era consigliere del Misto (fino al maggio 2013) ottenendo quindi rimborsi più alti di quelli a lui dovuti. Un’ accusa che Ballaman respinge. Ma l’ ex presidente del Consiglio vuole chiudere i conti con la Regione. Il Codacons parte civile Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ha chiesto di costituirsi parte civile, perché i beni pubblici, denaro compreso, sono parte integrante dell’ atto costitutivo del Codacons, che vuole rendere giustizia ai cittadini. All’ ingresso del Codacons nel procedimento si oppongono i difensori dei 22 indagati. Morvay scioglierà le riserve a novembre. Processi nel 2015 Il Gup, che voleva arrivare a sentenza entro novembre, ieri ha rinviato l’ udienza per una serie di eccezioni sollevate dai legali. Ma anche per la volontà di riunire i tre filoni dell’ inchiesta, quello principale sui rimborsi ritenuti illegittimi e quello parallelo per l’ acquisto di beni strumentali comprati con i fondi del gruppo e non restituiti, filone seguito sempre da Frezza e che coinvolge da un lato due esponenti dell’ ex Pdl – Antonio Pedicini e Gaetano Valenti – e dall’ altro quattro rappresentanti della Lega, Ugo De Mattia, Danilo Narduzzi, Enore Picco e Federico Razzini. L’ accusa in tutti i casi è di peculato e i tre filoni saranno riuniti in un procedimento unico. Poi sarà Morvay, probabilmente tra fine anno e gennaio, a stabilire per quali indagati il caso si chiuderà con un’ archiviazione e chi invece sarà rinviato a giudizio, processi che saranno celebrati il prossimo anno. Il rito abbreviato Il 18 novembre si saprà anche quale rito sceglieranno gli indagati, se cioè seguire l’ esempio di Ballaman (ipotesi esclusa quasi da tutti), se scegliere il rito abbreviato (evita il dibattimento e all’ eventuale condanna la pena viene ridotta di un terzo) o l’ ordinario. «Abbiamo depositato alcune investigazioni difensive e la richiesta di abbreviato resta nelle nostre intenzioni», conferma Carlotta Campeis, legale di Alessandro Tesini (Pd), che ha due contestazioni a carico, per 216 euro. Tra chi ipotizza il rito abbreviato ci sono anche Piero Tononi (Fi) – difeso dall’ avvocato Claudio Giacomelli e che per il pm ha incassato 23 mila e 70 euro di rimborsi illegittimi – e Pedicini, l’ unico degli esponenti regionali ieri in Aula, cui Frezza contesta 15 mila e 30 euro di rimborsi illegittimi e la mancata restituzione di beni. Ma gli orientamenti potrebbero anche cambiare. Gli altri imputati per peculato sono gli attuali consiglieri regionali Mara Piccin (Lega), Elio De Anna (Fi) e Daniele Gerolin (Pd); gli ex consiglieri Roberto Asquini, Massimo Blasoni, Maurizio Bucci, Piero Camber, Sandro Della Mea, Daniele Galasso e Gianfranco Moretton. Everest Bertoli (consigliere comunale di Fi a Trieste) è accusato di concorso in peculato con Camber e Galasso, mentre Paolo Iuri (elicotterista) deve rispondere di concorso in peculato con Piccin. L’ ultimo indagato è Matteo Caldieraro, impegnato in un’ agenzia viaggi e accusato di favoreggiamento perché secondo Frezza, mentendo, ha aiutato Ballaman a ottenere i rimborsi “gonfiati”. annabuttazzoni ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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