16 Giugno 2014

Nel vaccino esavalente due sieri “facoltativi” Il gip: bisogna indagare

Nel vaccino esavalente due sieri “facoltativi” Il gip: bisogna indagare 

esposto codacons, no all’ archiviazione chiesta dal pm “verificare eventuali sensibilità verso interessi privati”

CARLOTTA ROCCI LAPROCURAdi Torino dovrà indagare sulla somministrazione dei vaccini esavalenti. Lo ha disposto il gip del tribunale, Gianni Macchioni, che ha accolto il ricorso presentato dal Codacons che da mesi sta conducendo una battaglia per chiarire i rischi e il livello di trasparenza di una pratica obbligatoria per legge. L’ esposto dell’ associazione a tutela dei consumatori era stato archiviato in un primo tempo dal pool del pm Raffaele Guariniello a cui era stato inviato. Nel mirino del Codacons sono finiti i cosiddetti vaccini esavalenti, quelli che, iniettati ai bambini nel terzo mese di vita, immunizzano l’ organismo da difterite, poliomielite, tetano, epatite B, pertosse e infezioni da Haemophilus influenzale di tipo B. Gli ultimi due virus, però, non compaiono nell’ elenco delle vaccinazioni obbligatorie contenuto nel decreto ministeriale del 7 aprile 1999. «Ci chiediamo perché vengano inoculati, assieme a quelli obbligatori, anche due vaccini facoltativi e ci chiediamo se i genitori ne siano messi al corrente in modo adeguato o se invece non si dia per scontato che tutti acconsentano alla somministrazione » spiega Tiziana Sorriento, presidente della sezione piemontese del Codacons, e aggiunge: «Vogliamo chiarire se dietro questa pratica non ci siano interessi delle case farmaceutiche ». L’ esposto presentato nel capoluogo piemontese è stato inviato ad altre 103 procure italiane. Ma per ora è stata solo Torino ad avviare ulteriori accertamenti su questi aspetti. In Puglia, invece, la procura di Trani aveva aperto un’ inchiesta sul secondo filone di dubbi sollevati dall’ associazione, quello che riguarda la pericolosità dei vaccini e in particolare il loro possibile collegamento con l’ insorgenza di disturbi come l’ autismo. Su questo punto, tuttavia, la procura di Torino si è già pronunciata, archiviando l’ esposto dopo aver disposto una consulenza tecnica dalla quale emerge che non esistono rischi per la salute pubblica. «Alla fine anche i nostri consulenti si sono detti concordi nel sostenere che non ci sono evidenti pericoli» spiega Sorriento. Il Codacons però si è opposto all’ archiviazione del secondo punto. Il danno, oltre alla «poca trasparenza » verso le famiglie, è soprattutto economico, dice l’ associazione: «La procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del Servizio sanitario nazionale. Stiamo parlando di 114 milioni di euro all’ anno a vantaggio delle multinazionali dei farmaci». Il gip ha ritenuto che la procura, con le consulenze disposte nei mesi scorsi, abbia risposto solo al primo dei due quesiti del Codacons, offrendo «una risposta indiretta e incompleta ». Per il Tribunale di Torino, dunque, la procura dovrà ora accertare «se davvero sia in atto la prassi» denunciata dall’ associazione, e se questa «sia frutto di determinazioni da parte dell’ autorità preposta impropriamente sensibili nei confronti di interessi privati». I genitori, aggiunge Sorriento, «dovrebbero avere il diritto di chiedere che i vaccini non obbligatori non vengano somministrati, ma questo non accade». Ora la procura ha sei mesi per rispondere ai quesiti contenuti nell’ esposto. © RIPRODUZIONE RISERVATA “
 
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