4 Febbraio 2017

Nel paniere l’ Italia salutista e veloce

Nel paniere l’ Italia salutista e veloce

milano Cambiano le abitudini degli italiani e cambia il paniere dell’ Istat, ovvero l’ insieme dei beni e servizi di consumo che l’ istituto nazionale di statistica utilizza per calcolare l’ andamento dei prezzi e che aggiorna ogni anno. Ebbene, le dodici nuove voci introdotte per il 2017 fotografano un’ Italia più salutista e tecnologica, che in misura crescente acquista prodotti vegetariani o vegani, che al bar ordina centrifugati di frutta e verdura o – se proprio decide di concedersi qualche vizio – preferisce prodotti “slow” e ricercati come la birra artigianale. Non solo: nel paniere di quest’ anno entrano anche gli smartwatch e i dispositivi da polso per l’ attività sportiva, a indicare la propensione all’ acquisto di articoli non soltanto hi-tech ma anche, nuovamente, che possano essere usati per migliorare salute e benessere del proprio corpo. E ancora: gli italiani sembrano essere meno disponibili a occuparsi delle faccende domestiche, come dimostrerebbe l’ inserimento nel paniere di prodotti quali i “preparati di carne pronti da cuocere” (che riducono il tempo da passare sui fornelli) e le asciugatrici (per evitare di stendere il bucato). Il tempo guadagnato si può perciò dedicare alla cura della persona o ai propri hobby, come lo sport, la musica (entrano infatti anche le soundbar, barre amplificatrici di suoni) e altre attività, magari da documentare attraverso modernissime “action camera”, che prendono il posto delle tradizionali videocamere. Le scelte dell’ Istat per il 2017 riflettono certamente tendenze in atto da tempo: basti pensare che il numero di vegetariani in Italia, secondo l’ ultimo dato diffuso dall’ Eurispes, è attorno all’ 8% della popolazione. Ma questa immagine degli italiani – aggiornatissimi sulle ultime tendenze alimentari e tecnologiche – sembra stridere con le quotidiane notizie di un Paese ancora appesantito dalla crisi, con una disoccupazione giovanile oltre il 40% e una ripresa industriale ancora incerta. In questo senso vanno le osservazioni delle associazioni dei consumatori sulle novità del paniere: Codacons e Unione nazionale dei consumatori, ad esempio, apprezzano la scelta di introdurre prodotti di largo consumo (tra cui le cartucce a getto d’ inchiostro o i servizi assicurativi connessi all’ abitazione) e beni che riflettono i cambiamenti nello stile di vita. Tuttavia criticano la scelta di aumentare il peso di voci di spesa non «necessarie» (tra cui abbigliamento, cultura, mobili, ricettività e ristorazione), riducendo invece quelle primarie (tra cui abitazione, acqua, elettricità e combustibili). Il paniere 2017 è «un’ ottima rappresentazione di alcune tendenze in corso tra i consumatori, in Italia come nella maggior parte dei Paesi occidentali», osserva invece Michele Costabile, professore di Marketing alla Luiss e direttore del centro di ricerca X.ite sui consumi e le tecnologie. «C’ è un’ apparente schizofrenia nel comportamento dei consumatori, con una evoluzione, da 15 anni a questa parte, da un modello di consumi “a cipolla” verso un modello “a clessidra”». Ovvero: mentre un tempo la gran parte degli acquisti si concentrava nella fascia di mezzo, oggi assistiamo a una progressiva polarizzazione dei consumi sulle fasce alta e bassa. Una tendenza che, precisa il professore, riguarda trasversalmente tutti i settori (dal turismo alla cultura, dall’ abbigliamento alla salute e all’ alimentazione) e spesso le stesse persone, che magari acquistano prodotti di base al discount, ma poi si gratificano con una cena in un ristorante stellato oppure comprando il gadget tecnologico del momento. A questa tendenza macro, spiega Costabile, «si aggiungono tendenze micro, diverse a seconda dei settori merceologici. Ad esempio nell’ alimentazione osserviamo la crescente consapevolezza dell’ influenza che le scelte dei cibi hanno, nel lungo termine, sulla salute». Non solo: a questi comportamenti schizofrenici contribuisce anche l’ ampliamento dell’ offerta da parte delle aziende, che rende oggi disponibili beni e servizi di alta qualità anche a fasce sociali non necessariamente abbienti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giovanna mancini

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