Nel paniere Istat e-car e monopattini L’ inflazione risale
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
prezzi e stili di vita inseriti nuovi prodotti come l’ estetista per uomo e le consegne di pasti a domicilio ad incidere sui rialzi soprattutto carburanti e alimentare
Italiani sempre più «green» e disposti a pagare pur di guadagnare in tempo. L’ attenzione alla bellezza cresce e non è più solo prerogativa delle donne. Lo stile predominante è quello metropolitano, mentre l’ invecchiamento della popolazione continua a farsi sentire. È questo il Paese racchiuso nel paniere dell’ Istat. Il cesto virtuale fatto da 1.681 voci di spesa preso a riferimento per calcolare l’ indice dei prezzi. Come ogni anno l’ Istat lo aggiorna certificando il cambiamento di consumi e abitudini. Nel 2020 entrano le auto e i monopattini elettrici, la consegna dei pasti a domicilio, il sushi take away, il lava e stira camice, gli apparecchi per chi ha problemi d’ udito, lo smalto semi-permanente per lei, l’ estetista e il barber shop per lui. Intanto, l’ Istituto di statistica segnala un risveglio dell’ inflazione, seppur timido. I prezzi a gennaio sono saliti dello 0,6%, un decimo di punto in più su dicembre, che a sua volta aveva registrato un aumento. I valori restano bassi, ma è comunque un’ inversione di tendenza rispetto all’ ultimo periodo, che aveva collezionato rallentamenti su rallentamenti. Quel che più conta è poi che a riscaldarsi non sono solo i prezzi delle componenti più volatili: a salire è la stessa inflazione di fondo, lo zoccolo duro dell’ indice. A trainare sono soprattutto i carburanti (la benzina rincara del 6,7%) e gli alimentari. Non stupisce quindi se il livello del carrello della spesa resta più alto a paragone con il tasso generale (0,9% contro 0,6%). Ma corrono anche i prezzi di aerei e treni. E se non ci fosse stato il taglio delle tariffe su luce e gas, per cui si osserva la riduzione più forte da dieci anni, l’ inflazione avrebbe anche potuto sfiorare il punto percentuale. Detto ciò, rimarca l’ Istat, il tasso «rimane al di sotto di quello della zona euro». Tanto che Confesercenti parla di dati in linea con un Paese in «stagnazione», mentre Federdistribuzione vede in quei numeri il riflettersi di «consumi fragili». Le associazioni dei consumatori alzano la guardia, stimando altre stangate, ma concordano con l’ inserimento dei nuovi prodotti nel paniere. Storcono il naso davanti alla «struttura di ponderazione» per mega-capitoli di spesa. In cima ci sono gli alimentari, seguono i trasporti (il cui peso cresce), in terza posizione ristorazione e hotel distanziano sempre più l’ abitazione (che perde consistenza). È qui che si concentrano le critiche di Unc e Codacons. «Un crollo che non comprendiamo» quello per i consumi relativi all’ abitazione e alle utenze (riscaldamento, acqua e rifiuti), dicono i primi. Una flessione «assolutamente incomprensibile» per i secondi. Completamente in linea con le nuove tendenze degli italiani la contemplazione del food delivery ai fini dell’ inflazione: per Coldiretti, ormai, uno su tre ordina dal telefono o dal computer pizza, piatti etnici o cibi gourmet. Da notare invece che, diversamente dalle precedenti edizioni, il paniere Istat non perde pezzi. Segno che nel 2019 nessun prodotto è caduto così in disuso da essere depennato: per una volta, il nuovo non rimpiazza il vecchio.
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