4 Febbraio 2015

Nel nuovo paniere entra la pasta senza glutine

Nel nuovo paniere entra la pasta senza glutine

Anno nuovo paniere nuovo. Nelle rilevazioni Istat entrano i prodotti gluten free e la birra analcolica ed escono prodotti datati come il Dvd e l’ impianto hi-fi. L’ Istat aggiorna il paniere, la struttura di ponderazione e l’ indagine relativa all’ inflazione: i prodotti che compongono il paniere scendono da 1.447 dell’ anno scorso ai 1.441, aggregati in 618 posizioni rappresentative. Tra le posizioni rappresentative entrano: biscotti e pasta senza glutine, birra analcolica, mezzi di trasporto in condivisione, cioè car e bike sharing, e bevande al distributore automatico. Escono, navigatore satellitare, impianto hi-fi, registratore dvd e corso d’ informatica. L’ aggiornamento tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie: tra le novità anche la rilevazione del prezzo del caffè al ginseng servito al bar che va a integrare quella dei prezzi della caffetteria al bar. Nella mappa dell’ istituto di statistica, rimangono a quota 80 i comuni capoluogo di provincia che contribuiscono alla stima dell’ inflazione, con una copertura dell’ indagine, in termini di popolazione provinciale, pari all’ 83,5%. Altri 12 comuni capoluogo di provincia, uno in più rispetto al 2014, contribuiscono alla stima dell’ inflazione per tariffe locali e per alcuni servizi. Nei comuni capoluogo sono più di 41.300 le unità di rilevazione (tra punti vendita, imprese e istituzioni) e quasi 8mila le abitazioni soggette alla rilevazione dei canoni di affitto. Impressionanti anche le quotazioni di prezzo rilevate mensilmente: ammontano a 597.500. Coldiretti plaude all’ introduzione nel paniere Istat della pasta e dei biscotti gluten free. Oramai il settore dei prodotti senza glutine vale 237 milioni con una crescita annuale a due cifre. La diffusione dei prodotti gluten free è confermata dall’ ingresso di molti brand (come la pasta Barilla) anche nella grande distribuzione. Insomma, gli alimenti gluten free escono dal ristretto ambito di farmacie e negozi specializzati. Critiche invece arrivano da Codacons: si sarebbe dovuto aumentare il peso degli alimentari, che in una situazione di forte calo dei consumi hanno un’ incidenza maggiore sulla spesa delle famiglie. Secondo i consumatori i pesi ufficiali Istat non corrispondono ai consumi reali delle famiglie. © RIPRODUZIONE RISERVATA Emanuele Scarci
 

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