10 Giugno 2006

Nel mirino i lavori per realizzare 10 mila metri quadrati di capannoni

Nel mirino i lavori per realizzare 10 mila metri quadrati di capannoni nella zona artigianale

CITTAREALE L`associazione contesta gli scavi in corso nella frazione Pallottini dove furono rinveuti preziosi reperti

STOP alle ruspe. È l`allarme lanciato dal Codacons provinciale dopo i lavori iniziati in questi per realizzare 10 mila metri quadrati di capannoni nella zona artigianale di Cittareale. Nella frazione Pallottini, dove sono in movimento attualmente le ruspe, nell`agosto del 2005 furono rinvenuti alcuni importanti reperti archeologici, proprio a pochi metri di distanza dal luogo in cui si sta lavorando. “Rinvenimenti archeologici giudicati appartenere ad un tempio dedicato alla Dea Vacuna, la più importante divinità sabina – spiega Marco Tiberti del Codacons – La scoperta viene collocata dagli esperti all`ultimo quarto del II secolo a.c. Con gli scavi sono altresì venuti alla luce una Villa Publica, una trentina di tombe corredate da vasi, ornamenti, monete e un`ampio piazzale. Secondo il professor Filippo Coarelli, che coordina i lavori, con questa scoperta è stato individuato il “Vicus Falacrinae“ che dovrebbe trovarsi da lì a un raggio di un chilometro e mezzo“. I lavori attualmente in corso sono invece quelli autorizzati grazie ad un finanziamento regionale del Lazio che sul Bollettino Ufficiale n. 3 del 29/1/2000 pubblicava la Delibera della Giunta Regionale n. 5644 del 30/11/99 attribuiva la concessione al Comune di Cittareale per la realizzazione delle infrastrutture dell`area Pip. “Il 12/11/98 il Consiglio Comunale di Cittareale – continua Tiberti – deliberava un`area da destinarsi a zona Pip ricadente nella frazione di Pallottini. Complessivamente saranno a disposizione circa 10.000 metri quadrati edificabili suddivisibili in lotti diversi secondo le richieste degli operatori. Ma qualche anno dopo arrivano anche i ritrovamenti archeologici. Da lì a meno di 10 metri da giorni le ruspe stanno scavando. Il Codacons lancia l`allarme affinchè cessino immediatamente i lavori e si scelga una nuova destinazione a detti capannoni, affinche gli stessi non creino danni archeologici e paesaggistici. Il Codacons Provinciale di Rieti ha avvisato dei fatti Vittorio Sgarbi affinchè si attivi anche lui presso la Soprintendenza“.

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