22 Marzo 2014

Nel mirino di Renzi i manager pubblici e l’ evasione fiscale

Nel mirino di Renzi i manager pubblici e l’ evasione fiscale

ROMA II Matteo Renzi all’ attacco. Nel mirino evasori e stipendi d’ oro dei manager pubblici. A Bruxelles per il consiglio europeo, il premier fornisce una serie di indicazioni in attesa delle decisioni politiche sul «menu» fornito nei giorni scorsi da Carlo Cottarelli, il supercommissario alla spending review, ieri bacchettato dalla Camera che ha definito sbagliati i numeri delle sue slides sui costi di Montecitorio. E se da un lato sembra sempre meno probabile un intervento sulle pensioni (Renzi si lascia solo uno spiraglio su quelle d’ oro), dall’ altro una certezza Renzi la fornisce: ci sarà il taglio agli stipendi dei manager. Protesta l’ ad di Ferrovie, Mauro Moretti, ma appare decisamente critico anche il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi. «Non si possono dare voti – dice Squinzi rivolgendosi a Renzi – credo che sia ancora a casa che si sta preparando alle interrogazioni». Poi critica con una battuta anche le lungaggini della burocrazia italiana per ottenere i permessi, parlando in un confronto pubblico con il governatore lombardo Roberto Maroni, pur parlando della necessità che le imprese italiane rimangano in Lombardia, racconta la sua esperienza: «anche oggi (ieri, ndr) mi hanno offerto ilCanton Ticino per il nuovo head quarter aziendale: se le lungaggini burocratiche mi fanno aspettare 4-5 «Invia anche tu un sms per donare 1 euro a Moretti. Vivere con meno di 850 mila euro è ingiustizia sociale» anni – aggiunge – ci penso». Intanto si consuma uno scontro a distanza tra l’ ad di Ferrovie e il premier. «Io prendo 850 mila euro l’ anno – dice Moretti – il mio omologo tedesco ne prende tre volte e mezzo tanti». Poi avverte che molti manager, lui compreso, potrebbero decidere di andare via dall’ Italia. Ironici i commenti: «se Moretti vuole andare via – dice ad esempio il Codacons – gli paghiamo il biglietto dell’ aereo». A Moretti dopo molti commenti (da Loredana De Petris di Sel che dice «parole inaccettabili» a Giorgia Meloni presidente di Fratelli d’ Italia «espatri pure») risponde direttamente Renzi: «confermo l’ intervento sugli stipendi dei dirigenti pubblici. Sono convinto che quando Moretti vedrà la ratio sarà d’ accordo con me». Risponde Moretti: «di lui mi fido». Comunque sono molti i capitoli della spending attualmente in bilico. Il «coniglio dal cilindro» di Renzi, con tutti i rischi del caso, potrebbe essere una nuova stagione di lotta all’ evasione (260 miliardi sottratti ogni anno alle casse pubbliche). Fatta però stavolta con strumenti più moderni. Una «cyber-guerra» agli evasori insomma. Renzi lo spiega con un tweet a chi gli chiede se aumenteràle tasse: «contro l’ evasione ho intenzione di combatterla anche attraverso l’ innovazione digitale e l’ incrocio dei dati. Ne parliamo presto». Le novità potrebbero arrivare a breve, nel pacchetto di «riforma fiscale» annunciato prima dell’ estate.

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