17 Agosto 2009

Nel mirino dei soliti piromani il sito provvisorio di stoccaggio dei rifiuti di località San Giovanni

Nel mirino dei soliti, ignoti piromani ancora una volta, ed è la seconda in questo mese di agosto, il sito provvisorio di stoccaggio dei rifiuti di località San Giovanni, immediatamente a valle del centro urbano della città capofila del Vallo di Diano. Le fiamme sono state appiccate ieri mattina intorno alle dieci e trenta ed hanno interessato in particolare un cumulo di sacchetti depositati proprio dinanzi all’ingresso dell’area di trasferenza. Subito si è levato in aria un denso ed acre fumo che ha immediatamente fatto scattare l’allarme fra gli abitanti della zona. E sono stati essi stessi a chiedere l’intervento dei vigili del Fuoco del distaccamento di Sala Consilina. Il loro arrivo è stato tempestivo, così come velocissime sono state le operazioni di spegnimento delle fiamme. Ciò ha evitato che il fuoco potesse estendersi ai numerosi rifiuti ingombranti stoccati nell’area e a quelli depositati nei cassoni scarrabili presenti all’interno della medesima area di stoccaggio. Per la cronaca è da ricordare che un altro incendio, sempre nella stessa area, si verificò nel maggio dell’anno scorso e fu di dimensioni molto più vaste. In pratica interessò l’intera area di trasferenza che misura una superficie di circa seicento metri quadri. In essa vengono, fra l’altro, depositati materiali ingombranti di vario genere, tra cui frigoriferi, i quali ultimi, in caso di incendio, rappresentano i rifiuti più pericolosi per i residui di gas che contengono. Tornando ai rifiuti andati in fiamme ieri mattina, va detto che essi erano stati depositati da cittadini non rispettosi delle disposizioni del Comune che ne vietavano il conferimento in occasione del ferragosto. Unanime, intanto, la condanna di questo ennesimo incendio doloso,.  Intanto, sull’episodio, è intervenuto anche Roberto De Luca del Codacons-Vallo di Diano, che in una nota, sottolinea come «alcune famiglie del posto, in cui sono presenti bambini, sono costrette a sgomberare temporaneamente le loro case e a cercare ospitalità da parenti. Queste stesse famiglie attendono che le istituzioni risolvano tale stato di disagio».

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