5 Ottobre 2004

Nel mirino 1.500 chilometri di strade

Nel mirino 1.500 chilometri di strade

Cinque le arterie interessate, dalla Salerno-Reggio Calabria alla Roma-Fiumicino


ROMA Sulle strade statali a pedaggio, l`esecutivo sembra avere questa volta le idee chiare. Il Comma 19 della bozza di Finanziaria indica già le 5 arterie «papabili»: «869 chilometri di rete autostradale sulla quale gli utenti transitano a titolo gratuito», gestiti direttamente dall`Anas, oltre ai 20.590 chilometri di strade. E sono: il Grande raccordo anulare di Roma; la Roma-Fiumicino; la A3 Salerno-Reggio Calabria; la A19 Palermo-Catania; la A29 Palermo-Mazzara del Vallo.
Il ministro dell`Economia Domenico Siniscalco attribuisce caratteristiche autostradali a collegamenti che attualmente non lo sono, come il «Gra», o la Roma-Fiumicino. Inoltre, sancisce la fine delle autostrade gratuite nel Mezzogiorno, annunciando il pedaggio non solo per la Salerno-Reggio Calabria, ma anche per le autostrade siciliane a scorrimento veloce, come la A29 e la A19.
In realtà, quella di mettere a pagamento le maggiori strade, in particolare quelle nelle zone intorno ai grandi centri urbani, è una linea già intrapresa da altri governi, ad esempio quello britannico. La legge prevede la dismissione di strade statali verso società «pubbliche», un`operazione che porterebbe allo Stato un introito di 3 miliardi; se «si assume una concessione quarantennale analoga a quella del gruppo Autostrade – spiega Siniscalco – con un ricavo medio da pedaggio per chilometri pari a circa 0,68, ipotizzando un rendimento del capitale investito per la società acquirente intorno al 7,5%» puntualizza il ministro senza indicare i tempi.
La fine delle autostrade gratis per il Sud era già stata prospettata dallo stesso ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, sollevando anche le proteste dei consumatori e degli operatori turistici. E nel Libro Bianco 2003 dell`Anas, il totale dei chilometri papabili per la messa a reddito, ammonta a 1.200. Secondo la spa delle strade, i pedaggiamenti potrebbero riguardare la E45 Orte-Cesena, la Salerno-Reggio Calabria, lo stesso Gra di Roma una volta che sia stata realizzata la terza corsia; il collegamento Roma-Fiumicino nel tratto gestito dall`Anas. E poi anche qui sono prese di mira le arterie siciliane, una volta terminato il loro ammodernamento: Palermo-Catania; Palermo-Mazzara del Vallo; la Alcamo-Trapani; la Catania- Siracusa che però è ancora in costruzione. All`elenco vanno aggiunte la Torino-Caselle, la tratta ferrarese Campogalliano- Sassuolo, la Asti-Cuneo. L`ipotesi di pedaggio potrebbe riguardare in prospettiva circa 1.500 chilometri di strade stradali tra quelle in esercizio e quelle in costruzione.
Ma i consumatori non intendono farsene una ragione. «E` una vergogna – replica l`Intesa – per un governo che ha vinto le elezioni con lo slogan elettorale “meno tasse per tutti“, prevedere ulteriori tassazioni indirette facendo pagare l`ennesimo balzello». Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno fatto due conti: le strade, dicono, sono «già finanziate dal costo di manutenzione delle auto, visto che ogni famiglia italiana paga 239,5 euro al mese, ossia 2.875 euro l`anno di tasse e imposte per i trasporti su strada, versando la ragguardevole somma complessiva di ben 57,5 miliardi di euro l`anno».

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