Nel maxi-decreto sulle banche non c’ è la norma sui rimborsi
ROMAIl Consiglio dei ministri ha esaminato ieri notte il maxi-decreto legge sulle banche; ma stralciando la norma più attesa, cioè i criteri sui rimborsi ai risparmiatori danneggiati dal salvataggio delle quattro banche a novembre. Alla fine i criteri per distribuire i 100 milioni di indennizzo per i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti verranno affidati a un decreto del ministero dell’ Economia, che sarà approvato dal Consiglio di Stato. Critiche le associazioni dei consumatori, Codacons, Federconsumatori e Adusbef, che parlano di «pessima figura» dell’ esecutivo.Nel maxi-decreto sono quindi confluiti tre blocchi: la riforma del credito cooperativo, le norme per la garanzia statale sulle sofferenze bancarie e l’ accelerazione del recupero dei crediti. Per le Bcc il consiglio dei ministri, dopo aver valutato l’ ipotesi di diversi gruppi su base territoriale, si è orientato sulla holding unica (più Bolzano) cui le banche dovranno aderire. La riforma delle Bcc prevede «un meccanismo» per il quale chi vorrà uscire dal sistema potrà farlo ma «a condizione che abbia almeno 200 milioni di riserve», ha detto il premier Matteo Renzi. E sulla riforma delle popolari ha sottolineato: «Ci auguriamo che sia recepita nel modo più intelligente e innovativo possibile dai singoli soggetti delle banche popolari, spero possano rapidamente fondersi, unirsi, aggregarsi, nel rispetto della loro autonomia».Varate poi le norme della garanzia che lo Stato cederà alle banche per aiutarle a smaltire i circa 200 miliardi di sofferenze. Con una remunerazione della garanzia «in linea con le condizioni di mercato per il rischio assunto», come ha imposto la Commissione Ue dando il suo benestare all’ intesa siglata due settimane fa dal ministro Padoan con il commissario Vestager. Uno strumento che nelle stime del Tesoro dovrebbe consentire di «muovere» 70 miliardi di crediti diventati inesigibili. E per renderli più appetibili, il governo rende più rapide le escussioni delle garanzie immobiliari e ipotecarie sottostanti i prestiti non restituiti.Intanto Padoan apre all’ ipotesi, ventilata prima da Draghi e poi da Francia e Germania, di un ministro delle Finanze unico per la Ue. Padoan si dice favorevole alla «creazione di una figura istituzionale». E preme per una maggiore condivisione. Nell’ ottica della condivisione rientra anche l’ idea di un ministro delle finanze dall’ area euro. «Sono a favore della creazione di una figura istituzionale. La vera questione non è se ci piace o no, ma cosa gli chiediamo. Quale sarebbe il mandato di un ministro delle finanze dell’ area euro?». Il cdm ha nominato anche il commissario del governo per il Digitale: sarà Diego Piacentini, vicepresidente di Amazon.o.
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