6 Settembre 2011

Nel giorno di Vasco è bufera sulla droga

Nel giorno di Vasco è bufera sulla droga
 

Raramente Vasco Rossi è stato così presente nell’ assenza. Il rocker di Zocca si è guadagnato un’ esposizione mediatica senza precedenti da quando ha deciso di "dimettersi da rockstar" e successivamente di entrare in clinica per farsi curare. Di cosa non è chiaro. Lui su Facebook lo chiama "batterio killer", la sua press agent Tania Sachs, da domenica al lido per accompagnare il film biografico "Questa storia qua", racconta di una infiammazione che gli ha preso l’ area sotto lo sterno dopo la frattura alla costola ormai risolta, e che si sta curando a dosi massicce di antibiotici. Vasco in un’ intervista avrebbe anche parlato di un abuso di cortisone, preso a lungo ignorandone gli effetti collaterali. Vasco naturalmente ieri non era al Lido, nè avrebbe potrebbe potuto essendo pendente la questione dell’ annullamento dei quattro concerti previsti in questi e dei relativi costi organizzativi andati in fumo. Il malato sia paziente e si curi. Vasco ha mandato un comunicato letto sul red carpet (Eccomi qua, sul tappeto rosso del festival del cinema di Venezia, per assistere con voi alla visione di questo film documentario, che racconta la terra dove sono cresciuto, la sua influenza su di me e sulla rockstar Vasco Rossi. Post fata Resurgo. Il simbolo della fondazione di Zocca… e quante volte io proprio dai fallimenti ho preso la forza che ho avuto) e un gruppo di amici a presenziare al Lido alla proiezione. In realtà non passa giorno che il cantante 59enne non riceva attestazioni di affetto dai fan (proprio al suo paese, Zocca, c’ è stato domenica il raduno dei "fedelissimi", con concerti e cori) e risposte piccate alle sue esternazioni su internet dove continua un dialogo in diretta da casa sua col mondo (oltre due milioni le persone che si sono iscritte alla pagina), con polemiche incrociate che sono arrivate ieri al grottesco con la richiesta del Codacons alla polizia postale di chiudere la pagina di Vasco colpevole di aver scritto che "di marijuana non è mai morto nessuno". La posizione di Vasco non è una novità, e fa parte di una battaglia in comune con i radicali che dura da decenni e di una posizione che ha molti sostenitori documentati. L’ obiettivo di questa volta è ancora il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi e uno spot ministeriale comparso i tv. "Giovanardi – scrive Vasco su facebook – si è inventato uno spot tv in cui una bella donna si trasforma in un vampiro che morde un ragazzo, con un piccolo quantitativo di "maria" al collo, e rappresenta in questo modo la "droga che ti uccide". Ma non è mai morto nessuno a causa di uso o abuso di maria! I radicali a Venezia stanno manifestando contro questo spot oltretutto misogino, odia pure le donne Giovanardi se le vede come vampiri…». I radicali infatti hanno inscenato ieri una manifestazione al Lido contro lo spot, testimonial dell’ iniziativa Beppe Fiorello Don Mazzi e Nek. La censura invocata dal Codacons contro Vasco è spiegata dal presidente Carlo Rienzi: «Riteniamo eccessiva la sua ultima esternazione sulla droga. Si tratta di una dichiarazione diseducativa e addirittura pericolosa, specie se si considera che il pubblico del cantante è composto in larga parte da giovanissimi». Replica il cantante: «Non intendo incitare nessuno all’ uso di marijuana! Ma se non posso esprimere le mie opinioni, fatemi fuori». E si chiede a proposito del Codacons: «Ma è educativo sostenere e divulgare un pregiudizio falso?». E Giovanardi: «Lo vada a spiegare ai familiari delle sette vittime, uccise in Calabria da un tossicodipendente che guidava sotto l’ effetto della cannabis… O ai parenti di tanti ragazzi che hanno iniziato con una "canna" e poi sono arrivati al buco dell’ eroina e sono morti. Sui danni anche cerebrali della droga, compresa la marijuana, la comunità scientifica ha una posizione pressoché unanime». Ma non c’ è solo il problema droghe nel mirino. A sparare su Vasco sono anche i medici oncologi. La sua frase «se avessi avuto un cancro non mi sarei curato», riportata in un’ intervista su Variety è stata intesa come un invito a lasciarsi andare quando invece la medicina ha fatto passi da gigante. E se non bastasse il cantante si è anche visto inserito in una lista di possibili evasori fiscali e non gli è andata giù: «Ho sempre contribuito a mantenere questo paese pagando regolarmente le tasse – ha replicato – Non ho mai preso la residenza in Svizzera a Montecarlo o alle Bahamas. Non guadagno in un tour nemmeno la metà di quello che ogni anno incassa Recoba… che nemmeno gioca». © riproduzione riservata.

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