Nel carrello della spesa aumenti record
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fonte:
- Il Mattino
Se fate parte dell`esercito dei forzati della spesa quotidiana, certo non vi sarà sfuggito: non c`è niente (o quasi) che non sia diventato più caro. Gli aumenti ad aprile sono stati particolarmente salati soprattutto per i prodotti alimentari (comprese le bevande alcoliche) lievitati del 5,5% rispetto a un anno fa. Maglia nera del ritocco pane e cereali: +10,6% su base annua. Nello specifico, il prezzo del pane è aumentato del 13% rispetto ad aprile 2007, mentre quello della pasta è cresciuto addirittura del 18,7% (+1,9% rispetto a marzo), in accelerazione rispetto al +16,8% tendenziale di marzo. Costano di più anche latte, formaggi e uova (+8,3%), con un`incremento che sfiora l`11% (+10,9%) per il latte. Sempre più in alto anche i prezzi della frutta, che crescono ad aprile del 6,3% (contro il +5,7% a marzo). Pensate – rivela la Coldiretti – che il prezzo del pane aumenta del 1.000% nel passaggio dal campo alla tavola. Stessa cosa per l`insalata (790%), il petto di pollo (+710%), le arance tarocco (+600%) e la braciola di maiale (+550%) anche se i prezzi agricoli alla produzione sono in frenata. Rallentano i rincari per gli ortaggi (+3,3%) e la carne (+3,7%). Vanno invece come un treno i prezzi del comparto energetico con rincari che toccano ad aprile le due cifre (+10,5% tendenziale, dal +9,6% di marzo), sostenuti dall`impennata dei prezzi del gasolio (+19,3%) e della benzina (+8,8%). E dal forte aumento delle tariffe elettriche (+9,2% su base annua e +3,3% su base mensile) e del gas (+7,7% e +3,1%). Rialzi anche per gli affitti (+2,2%) e i trasporti stradali (+5,8%), mentre rallentano le tariffe aeree (+6,9%, dal +10,8% a marzo). Più contenuta la crescita dei listini per abbigliamento e calzature (+1,7%), mentre gli unici a calare restano i prezzi dei medicinali (-6,7%) e degli apparecchi telefonici (-15,4%). A proposito: il caro-vita vola a Sud. Le prime quattro? Reggio Calabria e Cagliari (+4%) seguite da L`Aquila e Napoli (+3,8%). Insomma, c`è poco da stare allegri. L`inflazione per i prodotti acquistati con maggior frequenza è volata ad aprile ben oltre il tasso generale: mentre l`indice dei prezzi al consumo è aumentato del +3,3%, restando stabile rispetto a marzo e ai massimi dal settembre del `96, per i prodotti che compongono la spesa di tutti i giorni. Per pasta, pane e affitto l`impennata dei prezzi è stata addirittura del +5,1%. L`inflazione di aprile è il risultato di un`accelerazione della crescita dei prezzi dei beni (+3,7%), in particolare quelli alimentari (+5,1%) e da una contemporanea riduzione del tasso di crescita dei prezzi dei servizi (+2,9%). L`indice armonizzato – quello che i sindacati vorrebbero usare per i contratti – è aumentato del 3,6%. Secondo le associazioni dei consumatori, però, i dati dell`Istat sono sottostimati: se si dovesse fare il calcolo di tutti gli aumenti, sostengono Adusbef e Federconsumatori, il tasso di inflazione sulla spesa quotidiana si attesterebbe addirittura al +8,4%, con una caduta del potere d`acquisto di 1740 euro l`anno. Mentre il Codacons quantifica che i rincari si tradurranno in una stangata di almeno a 1.300 euro a fine anno per le famiglie.
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