4 Marzo 2005

«Nel carcere di Sulmona nessun maltrattamento»

SULMONA (L`AQUILA) Tra indagini ministeriali e della magistratura ordinaria, tra richieste di chiusura e allarmi sulla condizione dei detenuti, continuano a infuriare le polemiche abbattutesi sul supercarcere di Sulmona dopo l`ennesimo suicidio dietro le sbarre, messo in atto nella serata di martedì dal pentito Nunzio Gallo, 28 anni, di Torre Annunziata (Napoli). Il Codacons si è rivolto al ministro Castelli chiedendo la chiusura immediata dell`istituto di pena. Secondo il Sappe, invece, «il personale è spesso lasciato solo a gestire all` interno dei nostri carceri moltissime situazioni di disagio sociale». Su una linea analoga anche la Fp-Cgil del settore penitenziario, che lamenta i tagli dei bilanci. Dall`interno del carcere di Sulmona, comunque, vengono respinte le accuse che parlano di una struttura isolata rispetto alla città, dove i detenuti vengono vessati o privati dei loro diritti. «Lo dimostrano le tante iniziative – sostiene il direttore Giacinto Siciliano -. Insieme al Comune stiamo cercando di valorizzare il lavoro e le alte capacità manuali e artistiche dei detenuti». E` invece il medico del penitenziario, Fabio Federico, a collegare indirettamente l`alta incidenza di suicidi: «Nel carcere di Sulmona c`è l`osservazione psichiatrica: circa un centinaio su 400 detenuti sono affetti da problemi psichici».

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