Nel 2017 stangata sui conti correnti bancari: aumenti fino al 52%
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fonte:
- Italia Oggi
Non solo i soldi tenuti sui normali conti in banca non rendono nulla, siamo arrivati anche allo 0,1% lordo, ma nell’ultimo anno i costi per i servizi bancari, anche quelli online (che restano pur sempre i piu’ economici), sono cresciuti a dismisura. In media del 20%, se si prende in considerazione un campione rappresentato dai principali 10 operatori del credito, con punte che superano anche il 40%.
Secondo Sostariffe.it che ha elaborato per La Stampa una serie di profili specifici analizzando un panel di 17 banche tradizionali e online, dal 2013 a oggi si registra un aumento medio di 36 euro. Incrementi concentrati soprattutto negli ultimi mesi del 2107 e destinati a proseguire anche quest’anno, secondo le associazioni dei consumatori, con il Codacons che prevede un ulteriore rincaro medio di 18 euro l’anno a famiglia e l’Adusbef addirittura di 38.
A essere rincarati piu’ di tutti, spiega il giornale, sono i conti a operativita’ mista (sia online che in filiale) che salgono anche del 52,8% e che evidentemente le banche vogliono disincentivare. In media nei 4 anni passano infatti da 82 a 115,73 euro di costo annuo (41,12%). A pagare di piu’ in assoluto (quasi 173 euro l’anno) sono pero’ le famiglie che restano ancorate ai conti tradizionali, tutti gestiti attraverso lo sportello della banca. Per questo tipo di conti, in particolare, sono aumenti i canoni annui (27,47 euro di media), i costi delle carte di credito (canone annuo medio 37,5 euro) e delle carte di debito.
Le banche online hanno invece tagliato costi di canone, movimenti, bonifici e prelievi allo sportello, costo degli assegni e del canone annuo della carta di credito (12,22 euro di media) aumentando di contro i costi del versamento di contanti e assegni, dei bonifici online delle domiciliazioni e dei prelievi attraverso gli Atm di altre banche e nella Ue.
Se si guardano i soli conti tradizionali in media i single in quattro anni hanno subito aumenti compresi tra il 23,5 e il 33%, le coppie tra il 30 e il 52,8%, le famiglie tra il 28 e il 45,5%. In pratica il costo annuo di tenuta del conto bancario e’ aumentato da un minimo di 13 a un massimo di 43 euro l’anno.
I meno colpiti dagli aumenti, ma perche’ come detto pagano gia’ tanto, secondo Sostariffe.it, sono gli utenti che operano esclusivamente in filiale. In assoluto i conti piu’ convenienti restano quelli online, che pur avendo subito a loro volta incrementi medi di 15-30 euro rispetto al 2013 restano i piu’ abbordabili.
Quattro anni fa quando questo segmento dell’offerta di servizi muoveva i primi passi le banche online erano molte meno di quelle attive oggi e per affermarsi non facevano pagare canone e offrire gratis molti servizi.
Anche per loro negli ultimi tempi la musica e’ cambiata e questo spiega aumenti che ad esempio per la famiglia modello individuata da Sostariffe.it hanno fatto lievitare il costo di questa tipologia di conti dagli 0,93 euro del 2013 ai 30,53 di oggi. Non molto in valori assoluti, ma ben il 4.200% in percentuale.
L’offerta di soluzioni e di pacchetti di prodotti e servizi che si possono ampliare a seconda delle varie esigenze da un lato pub disorientare il risparmiatore e dall’altro rendere complicata la lettura dei costi reali dei servizi che ci vengono offerti. A detta delle banche servono invece a profilare meglio le esigenze del cliente e quindi anche a farli risparmiare. Per questo, in attesa che venga finalmente riattivato il sito Comparaconti.it curato dall’Associazione bancaria (colpa del Tesoro che tarda a definire le nuove regole), l’unico strumento oggettivo che consente qualche forma di comparazione e’ l’Isc, ovvero l’Indicatore Sintetico di Costo che consente di fissare la spesa media a seconda dei vari profili di utilizzo, dalla operativita’ bassa (112 operazioni annue) ai giovani (164 operazioni), alle famiglie segmentate per operativita’ bassa, media ed elevata (rispettivamente 210, 227 e 253 operazioni annue) sino ai pensionati a basso e medio utilizzo (124 e 189 operazioni).
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