29 Gennaio 2013

Nel 2012 salari +1,5% +3% per l’ inflazione

Nel 2012 salari +1,5% +3% per l’ inflazione

a inizio 2013 sono 3,7 milioni le persone in attesa di rinnovo di contratto e, di questi, 3 milioni sono dipendenti dello stato.
ROMA In Italia gli stipendi arrancano e i prezzi non fanno fatica a salire, a discapito del potere d’ acquisto. La conferma arriva dalla rilevazione Istat sulle retribuzioni contrattuali orarie: +1,5% medio 2012. Mai così poco dal 1983, inizio delle serie storiche, L’ inflazione, nel 2012 ha segnato +3%. Il divario, Il più ampio dal 1995, si allarga se si fa riferimento al +4,3% deI prodotti nel carrello della spesa, acquistati più di frequente. Guardando a dicembre, le retribuzioni contrattuali orarie registrano +1,7%, come non accadeva da fine 2011, terzo rialzo consecutivo. Listini +2,3%, seguendo l’ inversione di rotta che in poco tempo ha sfiammato le quotazioni. Ma la strada da recuperare è tanta per le retribuzioni orarie, che includono solo le previsioni negli accordi nazionali, per cui non rientrano contrattazione decentrata, arretrati, premi occasionali, una tantum. A inizio 2013, infatti, sono in scadenza molte intese. Nonostante il rinnovo più importante, quello dei metalmeccanici, sia stato firmato ne restano altri. Pesa principalmente il settore pubblico, con il blocco delle procedure contrattuali. Dei 3,7 milioni di persone in attesa di rinnovo 3 sono statali. E il tempo per aggiornare l’ accordo di lavoro supera i tre anni. SINDACATI. I nuovi dati Istat allarmano i sindacati. Susanna Camusso, leader della Cgil, parla di «impoverimento» e punta il dito contro «il blocco dei contratti pubblici». Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, «la questione salariale è oggi la vera emergenza del Paese. Se nel biennio 1992-1993 ci fu bisogno di un patto sociale per abbattere l’ inflazione, oggi occorre un nuovo patto per alzare i salari, tagliare le tasse e rilanciare l’ economia». E per la Uil, «è necessario un cambiamento delle politiche economiche», e l’ Ugl. COMSUMATORI E AGRICOLTORI. Il Codacons calcola come la forbice tra salari e prezzi nel 2012 sia costata a una famiglia di tre persone una «perdita del potere d’ acquisto di 524 euro». Il pessimismo degli italiani è confermato anche dalla Coldiretti, che rileva come il 48% pensi diminuita la sua capacità di spesa per il 2013. Anche la Confederazione italiana agricoltori sottolinea come gli italiani abbiano ridotto gli acquisti all’ osso, ricorrendo sempre di più al junk food.
 

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