29 Dicembre 2005

Nel 2006 lo stipendio di un mese se ne andrà

Nel 2006 lo stipendio di un mese se ne andrà solo per far fronte agli ulteriori aumenti delle tariffe legate ai servizi. Ancora?, chiederanno i lettori già spremuti quest anno. Sì, ancora. E sempre di più, sempre più in alto. Insomma, se le recenti analisi sui rincari diffuse dal ministero del Tesoro non possono certo farci piacere, non possiamo neppure consolarci prendendo in esame le previsioni di spesa per l anno venturo. IL 2005, UN ANNO DA DIMENTICARE Il Tesoro ha rivelato in questi giorni ciò di cui, di fatto, il nostro portafogli si era già accorto a sue spese: nel periodo gennaio-ottobre 2005 c è stato un aumento dei prezzi liberalizzati (cioè non sottoposti a monopolio) del 5,1 per cento, ossia un valore che è più del doppio rispetto all inflazione ufficiale (intorno al 2%). In sostanza, è aumentato pressoché di tutto: dalla luce al gas, dai trasporti all istruzione ai servizi postali. Non esclusi i già onerosi servizi bancari, che hanno subìto un impennata addirittura del 9,2%. Per non parlare poi del prezzo del quotidiano (+6,1%), del latte (+2,5% al litro), degli affitti (+2,2%). È dunque rincarato tutto ciò di cui quotidianamente abbiamo bisogno. E poi ci meravigliamo che si fatica ad arrivare alla fine del mese: da un lato aumenta inesorabilmente e a ritmo galoppante il costo della vita, dall altro gli stipendi medi restano gli stessi. Ma se il 2005 ha inciso così profondamente sulle finanze dei consumatori, il 2006 che bussa alle porte non promette nulla di meglio. Al contrario, dobbiamo prepararci al peggio. IN ARRIVO NUOVI RITOCCHI DALLA A ALLA Z Una famiglia media spenderà nei prossimi dodici mesi circa 2 milioni 150 mila lire (1.110 euro) in più rispetto al 2005. È la denuncia di Intesaconsumatori, che ha diffuso le prime previsioni sull andamento della spesa annua relative all anno prossimo. Il quadro tracciato dal cartello di associazioni a difesa dei consumatori è molto semplice: la famiglia tipo vive in un appartamento di 90 metri quadrati, ha un reddito annuo spendibile di poco più di 55 milioni di lire (28.500 euro), possiede una sola automobile e ha intestato in banca un solo conto corrente. Per la povera famigliola si prospettano tempi magri: aumenterà tutto, dalla A alla Z. Le ipotesi su cui si basa la stima sono che il costo del petrolio rimanga sui 60 dollari al barile, che ci sia un assestamento nella caduta dei prezzi dei prodotti tecnologici, che i costi dell edilizia rimangano bene o male gli stessi e infine che le ricadute sugli enti locali derivanti dai tagli in Finanziaria si attestino sul 7-8% dei bilanci. Stando così le cose – prevede l Intesa dei consumatori – a rincarare saranno la luce (di 38 euro, ossia circa 74 mila lire, in un anno), il gas (165 euro, circa 319.500 lire), il riscaldamento (155 euro, più o meno 300 mila lire) e la nettezza urbana (18 euro, circa 35 mila lire). Tanto per cambiare lieviterà anche il costo dei servizi bancari (42 euro, quasi 81.400 lire), della Rc auto e dei pedaggi autostradali (rispettivamente di 26 e 24 euro, ossia con buona approssimazione il caro vecchio centone di mila lire), dei biglietti ferroviari (42 euro, più di 80 mila lire) e del trasporto locale (16 euro, circa 31 mila lire). Infine, la cara benzina che, come se non ne avessimo già abbastanza, comporterà un aumento annuale di spesa di altri 165 euro: circa 320 mila lire. Se sommiamo il tutto, il prossimo anno la famiglia tipo spenderà 691 euro (quasi 1 milione e 340 mila lire) in più del 2005. E non è finita. RICADUTE SUI PRODOTTI DI LARGO CONSUMO A decurtare i nostri già sempre più esili stipendi contribuiranno anche i maggiori costi dell energia dei processi industriali e dei trasporti commerciali, che faranno inevitabilmente ricadere i loro effetti sul costo dei prodotti di largo consumo. Le previsioni dell Intesa parlano di un aumento di 418 mila lire (216 euro, pari al 4%) sui generi alimentari e di un incremento pari a 393 mila lire (203 euro, ossia lo 0,7%) del costo di beni non alimentari. Totale: 419 euro, vale a dire più di 800 mila lire, se ne andranno in un anno per far fronte ad altri aumenti. Dunque, se nel 2005 tutto è rincarato, anche più del tasso d inflazione, nel 2006 le nostre finanze non potranno tirare alcun sospiro di sollievo: ai più recenti aumenti, secondo le previsioni, ne seguiranno altri. Per un totale, fra servizi e beni di consumo (alimentari e non), di 1.110 euro che la famiglia media spenderà in più nell arco di un anno: il 3,9% in più del 2005. Come dire che un padre di famiglia lavorerà un intero mese solo per tenere il passo di una vita sempre più cara. Un mese di stipendio per pagare gas, luce e… Ecco quanto ci costano i rincari delle bollette 2006 DANIELA FERRO Nel 2006 lo stipendio di un mese se ne andrà solo per far fronte agli ulteriori aumenti delle tariffe legate ai servizi. Ancora?, chiederanno i lettori già spremuti quest anno. Sì, ancora. E sempre di più, sempre più in alto. Insomma, se le recenti analisi sui rincari diffuse dal ministero del Tesoro non possono certo farci piacere, non possiamo neppure consolarci prendendo in esame le previsioni di spesa per l anno venturo. IL 2005, UN ANNO DA DIMENTICARE Il Tesoro ha rivelato in questi giorni ciò di cui, di fatto, il nostro portafogli si era già accorto a sue spese: nel periodo gennaio-ottobre 2005 c è stato un aumento dei prezzi liberalizzati (cioè non sottoposti a monopolio) del 5,1 per cento, ossia un valore che è più del doppio rispetto all inflazione ufficiale (intorno al 2%). In sostanza, è aumentato pressoché di tutto: dalla luce al gas, dai trasporti all istruzione ai servizi postali. Non esclusi i già onerosi servizi bancari, che hanno subìto un impennata addirittura del 9,2%. Per non parlare poi del prezzo del quotidiano (+6,1%), del latte (+2,5% al litro), degli affitti (+2,2%). È dunque rincarato tutto ciò di cui quotidianamente abbiamo bisogno. E poi ci meravigliamo che si fatica ad arrivare alla fine del mese: da un lato aumenta inesorabilmente e a ritmo galoppante il costo della vita, dall altro gli stipendi medi restano gli stessi. Ma se il 2005 ha inciso così profondamente sulle finanze dei consumatori, il 2006 che bussa alle porte non promette nulla di meglio. Al contrario, dobbiamo prepararci al peggio. IN ARRIVO NUOVI RITOCCHI DALLA A ALLA Z Una famiglia media spenderà nei prossimi dodici mesi circa 2 milioni 150 mila lire (1.110 euro) in più rispetto al 2005. È la denuncia di Intesaconsumatori, che ha diffuso le prime previsioni sull andamento della spesa annua relative all anno prossimo. Il quadro tracciato dal cartello di associazioni a difesa dei consumatori è molto semplice: la famiglia tipo vive in un appartamento di 90 metri quadrati, ha un reddito annuo spendibile di poco più di 55 milioni di lire (28.500 euro), possiede una sola automobile e ha intestato in banca un solo conto corrente. Per la povera famigliola si prospettano tempi magri: aumenterà tutto, dalla A alla Z. Le ipotesi su cui si basa la stima sono che il costo del petrolio rimanga sui 60 dollari al barile, che ci sia un assestamento nella caduta dei prezzi dei prodotti tecnologici, che i costi dell edilizia rimangano bene o male gli stessi e infine che le ricadute sugli enti locali derivanti dai tagli in Finanziaria si attestino sul 7-8% dei bilanci. Stando così le cose – prevede l Intesa dei consumatori – a rincarare saranno la luce (di 38 euro, ossia circa 74 mila lire, in un anno), il gas (165 euro, circa 319.500 lire), il riscaldamento (155 euro, più o meno 300 mila lire) e la nettezza urbana (18 euro, circa 35 mila lire). Tanto per cambiare lieviterà anche il costo dei servizi bancari (42 euro, quasi 81.400 lire), della Rc auto e dei pedaggi autostradali (rispettivamente di 26 e 24 euro, ossia con buona approssimazione il caro vecchio centone di mila lire), dei biglietti ferroviari (42 euro, più di 80 mila lire) e del trasporto locale (16 euro, circa 31 mila lire). Infine, la cara benzina che, come se non ne avessimo già abbastanza, comporterà un aumento annuale di spesa di altri 165 euro: circa 320 mila lire. Se sommiamo il tutto, il prossimo anno la famiglia tipo spenderà 691 euro (quasi 1 milione e 340 mila lire) in più del 2005. E non è finita. RICADUTE SUI PRODOTTI DI LARGO CONSUMO A decurtare i nostri già sempre più esili stipendi contribuiranno anche i maggiori costi dell energia dei processi industriali e dei trasporti commerciali, che faranno inevitabilmente ricadere i loro effetti sul costo dei prodotti di largo consumo. Le previsioni dell Intesa parlano di un aumento di 418 mila lire (216 euro, pari al 4%) sui generi alimentari e di un incremento pari a 393 mila lire (203 euro, ossia lo 0,7%) del costo di beni non alimentari. Totale: 419 euro, vale a dire più di 800 mila lire, se ne andranno in un anno per far fronte ad altri aumenti. Dunque, se nel 2005 tutto è rincarato, anche più del tasso d inflazione, nel 2006 le nostre finanze non potranno tirare alcun sospiro di sollievo: ai più recenti aumenti, secondo le previsioni, ne seguiranno altri. Per un totale, fra servizi e beni di consumo (alimentari e non), di 1.110 euro che la famiglia media spenderà in più nell arco di un anno: il 3,9% in più del 2005. Come dire che un padre di famiglia lavorerà un intero mese solo per tenere il passo di una vita sempre più cara.

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