23 Settembre 2014

NEL 2005 LA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ AMBIENTALE PER L’ IMPRESA DELLA MORTE

NEL 2005 LA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ AMBIENTALE PER L’ IMPRESA DELLA MORTE

ROVIGO. Era considerata un’ impresa modello. La Co.Im.Po.nel 2005 aveva ricevuto la certificazione di qualità’ ambientale dalla Det Norske Veritas Italia, ente di certificazione leader nel mondo, norvegese, presente in cento paesi. L’ azienda di via America a Ca’ Emo è stata fondata nel 1984, poi ceduta. Dal 2000 è gestita dall’ attuale presidente del consiglio di amministrazione, Gianni Pagnin, 63 anni di Noventa Padovana, che detiene il 95% delle quote. «Ha saputo della tragedia in Romania.-racconta il sindaco Massimo Barbujanni, centrodestra – Gli ho telefonato. Piangeva». L’ impresa ha dieci dipendenti dopo avere avuto per tutto il 2013, tredici collaboratori. È una Srl, con un capitale versato di 52 mila euro. È iscritta nel registro imprese di Rovigo con la qualifica di impresa agricola in sezione speciale. Nel lungo oggetto sociale sono incluse centinaia di voci, dalla realizzazione di opere pubbliche, alla lavorazione con macchine agricole per conto terzi e soprattutto la raccolta e il trasporto di rifiuti speciali non tossico nocivi per conto terzi, lo stoccaggio e il compostaggio di rifiuti speciali, l’ inertizzazione dei rifiuti speciali tossico nocivi. La tragedia è avvenuta in un impianto a cielo aperto di quaranta metri per trenta. Una delle vittime, Paolo Valesella, è stata trovata a cento metri dalla vasca: aveva cercato di fuggire, il suo corpo è stato scoperto per ultimo. Era in Co.Im.Po fin dagli inizi. Come Marco Berti, la cui moglie è arrivata mentre erano ancora al lavoro i soccorritori. «E’ nato con l’ azienda» dicono i compagni. Il ragionier Nicolò Bellettato a 28 anni era invece considerato un ragazzino dagli anziani. E’ morto per cercare di salvarli. E Giuseppe Baldan che pur lavorava per un’ impresa esterna era considerato pure lui della famiglia: quando arrivava con la sua cisterna nera si annunciava a colpi di clacson. Massimo Grotto è stato salvato da un collega, «il braccio destro del titolare», che dopo avere indossato una maschera è riuscito a trascinarlo lontano. Adesso tutti si mobilitano. Il presidente del Veneto, il leghista Luca Zaia, chiede al governo di dichiarare il lutto nazionale. Il Codacons, associazione dei consumatori, annuncia un esposto alla Procura di Rovigo per chiedere di accertare le responsabilità degli enti locali, dell’ Inail e dell’ Ispettorato del Lavoro sui controlli alla Co.Im.Po. «Già nel 2010- dice il presidente Carlo Renzi – avevamo denunciato i rischi connessi alla soppressione voluto dal ministro Tremonti dell’ Ispesl, l’ istituto che controllava iluoghi di lavoro, e al suo accorpamento all’ Inail».
m.ma

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