31 Dicembre 2002

Nel 2003 doppio prezzo euro-lire

Nel 2003 doppio prezzo euro-lire

Consumatori contro il paniere Istat: è peggio del primo

Roma Sì alla doppia prezzatura euro-lire anche nel 2003, un tavolo sull?inflazione da mettere su con l?inizio del nuovo anno, e poi ancora indagini di settore per le tariffe più a rischio (Rc auto in primo luogo). Il tutto nel rispetto dell?autonomia e dell?indipendenza dell?Istat, mentre monta la protesta dei consumatori contro il paniere dell?istituto di statistica.
I rimedi anti-inflazione sono stati annunciati ieri dal ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, per evitare che nel nuovo anno si ripresentino i problemi e le polemiche legati alla rilevazione dei prezzi al consumo. «Io personalmente sono favorevole alla doppia prezzatura lire-euro prorogata anche nel 2003 – dice il ministro – però bisogna vedere se ci sono le condizioni per poterlo fare, perchè immagino che sia necessaria anche una disponibilità da parte della commissione europea». Che questa sia la linea del Governo l?ha confermato anche il premier Silvio Berlusconi durante la conferenza di fine anno: «Confermo che il governo pensa di assumere un provvedimento per rendere obbligatorio il doppio prezzo in lire e in euro».
Intanto non accenna a placarsi la polemica sul nuovo paniere dell?Istat («è peggio del primo») con le associazioni dei consumatori che scendono sul piede di guerra chiedendo di rendere pubblici lista dei prodotti e criteri seguiti per la sua compilazione, e l?Istituto di statistica che si difende e contrattacca, affermando che ogni contestazione è prematura, dal momento che la determinazione del peso di ogni voce avverrà solo nel mese di gennaio. A fianco dell?Istat si schiera anche Marzano, che promuove la modifica del paniere. La presa di posizione dell?Intesa dei consumatori riguarda la sentenza del Tar del Lazio che stabilisce come la lista dei prodotti e i criteri di inserimento delle voci che compongono il paniere dell?Istat debbano essere rese note alle associazioni dei consumatori. Tra le documentazioni che l?Istat avrebbe dovuto fornire l?Intesa sottolinea i provvedimenti contenenti i criteri di determinazione degli inserimenti e delle esclusioni dei beni del paniere; i criteri e le modalità di rilevamento dei dati da parte dei Comuni e le scelte riguardo il numero dei rilevatori riutilizzati; le modalità di rilevamento; il numero di esercizi commerciali visitati; il periodo dell?anno preso in considerazione; nonchè le relative effettive e concrete realizzazioni. Entro 10 giorni, questo l?ultimatum lanciato dall?Intesa, l?Istat dovrà fornire tutta questa serie di documenti. La decisione dell?Istat di non eseguire la sentenza del Tar del Lazio, affermano le associazioni, «inficerebbe infatti le modifiche del nuovo e già criticatissimo paniere, che sarebbe inefficace e non potrebbe entrare in vigore». Ma continuano anche le critiche alla sostanza del paniere, che secondo l?Adiconsum è da bocciare non solo per le voci sottostimate di Rc Auto e trasporti, ma anche per i criteri di valutazione. Secondo l?Adiconsum, infatti, è «importante eliminare e ridurre tutti quegli aspetti di possibili rilevazioni non corrette o manipolate».
Marzano difende poi il restyling del paniere Istat che vedrà rivoluzionato il quadro di riferimento (dentro 36 nuove voci, ne escono 21, mentre altre 50 saranno meglio precisate o modificate), spiegando che il ministero intende aggiungere altri elementi statistici e studi incrociati sui settori più a rischio inflazione (Rc auto e trasporti). «Del nuovo paniere la prima cosa da dire – fa sapere Marzano – è che questa modifica è assolutamente opportuna. Sono usciti generi che non sono più frequentemente acquistati e ne sono entrati altri invece di più largo consumo». Marzano chiederà lumi sul metodo di rilevazione che porta alcune di queste associazioni a calcolare un tasso del carovita superiore al 6%, il doppio rispetto a quello ?ufficialè (2,8%).

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