NEI PC DEL CARA MIGRANTI ESODATI
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Il capo della Squadra mobile, Antonio Salvago: «Il quadro tracciato è
estremamente chiaro, tanto che sono stati emessi gli avvisi di
garanzia. Dai documenti sequestrati attendiamo solo ulteriori conferme».
Francesca Aglieri Rinella OOO «Nei computer del Cara di Mi neo quando venivano registrate le dimissioni di alcuni migranti in realtà essi erano assenti da parecchio tempo». Non ha dubbi il procuratore capo della Repubblia di Caltagirone, Giuseppe Verzera, che aggiunge: «Per la mancata timbratura del badge in genere il sistema va in allarme e il migrante deve essere dimesso. Noi abbiamo accertato che migliaia di questi migranti sono stati dimessi in periodi di gran lunga successivi rispetto all’ andata in allarme del sistema. Poi nella documentazione cartacea veniva presentata la richiesta come se fossero stati presenti». «Le indagini continuano – dice Antonio Salvago, il capo della Squadra mobile alla quale sono state affidate le indagini- in quanto dalla lettura degli atti sequestrati ci aspettiamo ulteriori riscontri rispetto a quelli già avuti. Gli avvisi di garanzia della Procura di Caltagirone compendiano le indagini che sono state fatte a seguito della dichiarazione da parte dell’ Anticorruzione di illegittimità della gara d’ appalto del 2014. Da questa attività è emerso che sono stati prima rendicontati e poi corrisposti importi superiori a quelli dovuti». Il nuovo caso che travolge il Cara di Mineo è oggetto di aspre polemiche. Erasmo Palazzotto, deputato di Il procuratore capo di Caltagirone Giuseppe Verzera, il questore Marcello Cardona il capo della Mobile Antonio Salvago Sinistra Italiana e segretario della Commissione parlamentare d’ inchiesta sul sistema di accoglienza ai migranti: «Dalle indagini continua ad emergere quello che denunciamo da tempo. Attorno al Cara di Mi neo si è costruita un’ enorme speculazione, una vera e propria holding criminale che ha usato l’ accoglienza per accaparrarsi fondi pubblici. Da anni chiediamo la chiusura del Cara, perché un centro di quelle dimensioni non consente un’ accoglienza dignitosa ed è funzionale solo alla speculazione economica. Assistiamo invece al tentativo disperato di tenere in vita questo sistema trasformando addirittura il centro in un Hotspot. E’ arrivato il momento di chiudere il Cara e archiviare la stagione disastrosa di Al fano al Ministero dell’ Interno, le cui reticenze in questa vicenda sono intollerabili soprattutto se si tiene conto del coinvolgimento di diversi esponenti del suo partito nelle indagini in corso». Secondo il Codacons che “si costituirà nell’ inchiesta e, se saranno accertati i reati, procederà ad una richiesta risarcitoria nei confronti dei responsabili, che hanno sottratto preziosi fondi alla collettività. Se si è arrivati a lucrare persino sull’ emergenza immigrati, che vede la Sicilia da anni in grave difficoltà nel fornire assistenza ai profughi, siamo di fronte ad uno squallore senza fine. Speriamo vivamente che non si tratti di una truffa. Ma se le accuse della magistratura saranno confermate, si tratterebbe di illeciti non solo gravi, ma assolutamente deprecabili dal punto di vista morale perché tesi a lucrare sulla pelle dei più bisognosi, ossia i migranti”.
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