27 Maggio 2020

Nei centri estetici e saloni di bellezza è in agguato la “tassa Covid-19”

il costo al rialzo è dettato dalle misure di sicurezza che rappresentano una voce nuova sulle spese
chiara viglietti cuneo Andare dal parrucchiere d’ ora in poi potrebbe costare di più. Per alcuni è già una realtà. Anche nel Cuneese. Pure qui è spuntata la «tassa Covid». Dunque nulla a che vedere con la manodopera. Il costo al rialzo è dettato dalle misure di sicurezza che rappresentano una voce nuova sulle spese: tra asciugamani e spazzole monouso, kimono, mantelline, guanti e sacchi per ospitare le borse delle clienti. Tutte misure anti contagio, certo. Ma incidono. Così nasce la tassa sul virus. Tiziana Franchino ha un negozio di taglio e piega in Corso Vittorio Emanuele II a Cuneo. E chiarisce: «Qui non si tratta di aumentare il costo della manodopera che abbiamo lasciato assolutamente invariato. Ma di far fronte alle spese richieste per la sicurezza. Una voce, per noi molto onerosa, che le clienti pagano tra i due e cinque euro». La differenza la fa il trattamento. Due euro su taglio e piega, cinque per il lavoro tecnico, quello che va dal colore al riflesso alla permanente, e che richiede l’ uso di mantelline e kimono capaci di costare, a pezzo, 20 euro più Iva. E le clienti? «Abbiamo spiegato loro la situazione – aggiunge Franchino – e l’ hanno perfettamente compresa perché toccano con mano tutte le misure che dobbiamo affrontare per garantire la loro sicurezza». Tra i parrucchieri non tutti, però, hanno fatto questa scelta. C’ è chi ha deciso di «non gravare sul cliente. Capiamo le ragioni dei colleghi che si sono probabilmente trovati costretti a inserire nuove voci nello scontrino – spiega da Mondovì, Nicoletta Botta – ma noi non l’ abbiamo applicata. E così molti altri parrucchieri. Ci teniamo a dirlo perché la nostra categoria è finita ingiustamente nel mirino». Il riferimento è alla denuncia del Codacons di Carlo Rienzi che per il settore bellezza segnalava, appunto, rincari fino al 30%. Botta: «Nel nostro salone nulla è aumentato: le pieghe continuano a costare in media 17 euro, i tagli da 22 a 30, i colpi di sole dai 30 ai 50. Abbiamo anche fatto piccoli omaggi alle clienti, dalle salviettine monouso ai gel». Dagli ultimi dati elaborati dall’ ufficio studi di Confartigianato, in Piemonte si registrano 12.449 imprese artigiane del settore, che offrono servizi di acconciatura, manicure, pedicure e trattamenti estetici grazie anche ai circa 22 mila addetti. In provincia di Cuneo si parla di circa 1200 imprese tra parrucchieri ed estetisti. Luca Crosetto, presidente Confartigianato Cuneo, conferma: «L’ inattività dovuta al lockdown insieme ai costi ora generati dall’ applicazione dei nuovi sistemi di sicurezza stanno indubbiamente pesando sulle imprese del comparto benessere. Tuttavia, dopo un confronto con i rappresentanti delle categorie di riferimento, al momento non ci risulta ci siano stati casi sul nostro territorio di significativi aumenti dei costi dei servizi. Anzi, le nostre imprese stanno dimostrando grande impegno nella ripartenza e buona volontà nel cercare di riprendere i rapporti con la clientela anche attraverso formule di fidelizzazione, quali pacchetti di trattamenti e tessere sconto, a prezzi calmierati». Lo stanno facendo anche i centri estetici. Maria Teresa Rosso, estetista di Saluzzo è rappresentante provinciale della categoria: «La maggior parte di noi ha mantenuto invariati i prezzi, nonostante i nostri fornitori abbiano invece applicato dei rincari. Come tanti altri colleghi ho adottato nuove forme promozionali, “tessere fedeltà” e sconti. Per esempio, propongo una “card” che a fronte di una spesa di 300 euro permette di usufruire di 350 euro di prestazioni. Questo ovviamente per sopperire alla mancanza di liquidità dovuta ai mesi di lockdown. Purtroppo ci siamo “persi” la stagione primaverile, che per il nostro settore era quella “di punta”». – © RIPRODUZIONE RISERVATA.
chiara viglietti

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