5 Gennaio 2012

Negozi, Scaletti convoca i sindaci "Sugli orari chi decide è la Regione"   

Negozi, Scaletti convoca i sindaci "Sugli orari chi decide è la Regione" 
 

«Del resto la linea del governo sulle liberalizzazioni degli orari finirebbe per snaturare il tessuto stesso dei nostri centri urbani, dove la rete del piccolo commercio svolge un´importante funzione di controllo e sicurezza, oltre che di qualità», dice l´assessore Scaletti. «E poi gli orari non stop non esistono in nessuna città europea, a Bruxelles, Londra, Amsterdam e Berlino i negozi aprono alle 10 e chiudono tra le 18 e le 20. La liberalizzazione selvaggia andrebbe a favorire solo i grandi colossi commerciali in grado di sostenere lunghe aperture ma a scapito dei lavoratori, è una riforma che non fa bene alle nostre città. Ne parleremo con i sindaci, naturalmente, ma il ricorso alla Corte costituzionale ha solide basi e solide motivazioni». Contro Monti e al fianco di Rossi si schierano Confcommercio e Confartigianato. «Temiamo che con questa "liberalizzazione" tanti piccoli negozi e piccolissimi esercizi di vicinato, cuore pulsante delle nostre città, già strozzati da affitti altissimi e dalla concorrenza di multinazionali, già messi a dura prova dalla crisi degli ultimi anni, si troveranno a dover chiudere, lasciando nei centri urbani il vuoto, il rischio della omologazione culturale e commerciale, e il degrado dei centri storici e dei quartieri minori», scrive il presidente di Confcommercio Toscana Stefano Bottai. «Questa riforma metterà ko un´economia già provata dalla crisi e sostenuta a livello locale non certo dalle catene della grande distribuzione ma dalla microimpresa», aggiunge Confartigianato Imprese Firenze. «Il provvedimento non sosterrà neppure i consumi, di cui peraltro già si stima un calo nel 2012. Maggiori aperture implicano maggiori costi che finiranno per essere scaricati sui prezzi». Divise invece le associazioni degli utenti. Mentre per la Federconsumatori Toscana con la legge del governo Monti «c´è il rischio grave di favorire l´espansione dei soli grandi centri commerciali a danno ulteriore dei singoli negozi, in particolare di quelli periferici», il Codacons si dice pronto «a denunciare Rossi all´Antitrust se deciderà di andare avanti col ricorso alla Consulta» e di chiedere nei suoi confronti «una sanzione salatissima in relazione ai danni alla concorrenza prodotti». Secondo il Codacons «opporsi ad un provvedimento che i consumatori chiedono da vent´anni è assurdo e dannoso, perché liberalizzare il commercio vuol dire salvare migliaia di negozianti dalla bancarotta, far riprendere l´economia nazionale e offrire maggiori possibilità ai cittadini».

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