Negozi chiusi la domenica, ok pure dalla Lega
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fonte:
- Giornale di Sicilia
il ministro centinaio: «ma non si blocchino le città turistiche». e di maio lancia l’ idea di una «amazon del made in italy»
Di Maio: «Lavoriamo ad un portale online pensato sia in ottica business to business che in ottica consumer. Una Amazon del Made in Italy per rendere più facile acquistare i prodotti italiani e combattere la contraffazione» Angelo Salza OOO «Avanti con la nostra proposta per la chiusura domenicale dei negozi e la possibilità di stabilire 8 aperture all’ anno anche con l’ intesa con le Regioni»: il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari, dà il via libera alla proposta lanciata dal ministro Luigi Di Maio. Lunedì Di Maio era tornato a parlare in tv della questione rassicurando le famiglie e sottolineando che anche con la nuova stretta il 25% dei negozi resterà aperto, in modo che in ogni quartiere ci sia sempre la possibilità di fare acquisti. «Si tornerà al sistema pre -Monti – aveva spiegato Di Maio- quando sindaci e commercianti si mettevano d’ accordo per organizzare la turnazione». La Lega però ha fissato dei paletti: per il ministro dell’ Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio, non si devono bloccare le città turistiche. E ieri Di Maio ha aggiunto: «Portare l’ Italia nel mondo nel 2018 non può non passare dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie. È tempo che il nostro Paese si doti di un portale di e -commerce multilingua, in cui le aziende italiane possano non solo esporre, ma vendere, i propri prodotti. Un portale online», ha aggiunto, «pensato sia in ottica business to business che in ottica consumer. Una sorta di Amazon del Made in Italy per rendere più facile trovare e acquistare i prodotti italiani e anche per combattere la contraffazione. Stiamo lavorando su questo versante come ministero dello Sviluppo economico». Le proposte di Confcommercio Sul tema dei negozi e le chiusure domenicali, interviene la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio: «Siamo convinti che nella formulazione delle nuove proposte che il governo farà sia necessario tenere insieme le esigenze di imprese, lavoratori e consumatori e soprattutto da parte nostra suggeriamo di blindare alcune date festive in cui si debba tenere chiuso per rispettare le principali festività civili e religiose e per evitare che i negozi siano comunque aperti 365 giorni all’ anno». «Siamo d’ accordo con lo spirito dei disegni di legge che intendono superare alcuni errori del passato» commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. «Fermo restando che bisogna conciliare esigenze del servizio ai consumatori, libertà d’ impresa e qualità della vita di chi lavora nel commercio. Servono ascolto e dialogo: sono certo che vi saranno da parte di Parlamento e governo». Replicando all’ allarme della grande distribuzione su calo dei consumi e posti di lavoro, Sangalli osserva che «quel che conta è ragionare nel merito senza pregiudizi, né tesi precostituite o ideologie. Ragioniamo allora sull’ impatto delle scelte su tutto il commercio e sul Paese. Gli strappi non servono». Sulle aperture festive «non c’ è un numero magico, c’ è sicuramente l’ intenzione di trovare tutti insieme la risposta. Su questo siamo aperti al confronto». La battuta di Matteo Renzi «Io mi aspetto da un momento all’ altro che Di Maio lanci l’ obbligo dell’ ora di siesta, che tutti debbano dormire almeno un’ ora al pomeriggio altrimenti scattano le sanzioni» ha detto Matteo Renzi, a margine di un incontro organizzato a Milano da Algebris. Ridurre le aperture do menicali dei negozi a 8 domeniche «è una proposta che viene nettamente bocciata dal Codacons, che ritiene insufficienti i giorni in cui gli esercizi possono rimanere aperti». Lo afferma l’ associazione dei consumatori, commentando la proposta della Lega annunciata capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari. «Di limitare le aperture dei negozi ad appena 8 domenica l’ anno non se ne parla neppure – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Un simile provvedimento equivarrebbe a condannare a morte migliaia di piccole attività, e sposterebbe in modo netto gli acquisti verso l’ ecommerce, con una negativa contrazione delle vendite nel commercio tradizionale. L’ unica proposta su cui siamo disposti a confrontarci è quella di Luigi Di Maio che prevede il 25% dei negozi aperti nei giorni festivi e differenziazioni a seconda dei singoli comuni. Qualsiasi altro provvedimento che introduca limiti peggiorativi per il commercio vedrà la netta opposizione del Codacons anche nelle aule di giustizia a tutela dei consumatori e degli stessi commercianti», conclude Rienzi. La Cna Turismo e Commercio chiede al governo di «confrontarsi al più presto con le organizzazioni del settore sulla delicata materia delle aperture domenicali». «È necessario – afferma in una nota – che l’ eventuale riforma tenga conto delle esigenze delle micro e piccole imprese che nel tempo si sono adeguate alla normativa e hanno investito massicciamente per offrire ai consumatori uno shopping festivo di qualità». L’ associazione ritiene «opportuna una verifica dell’ attuale disciplina e dei suoi effetti economici e sociali ma si chiede che l’ eventuale riforma punti, prioritariamente, a riequilibrare il rapporto tra grande distribuzione organizzata e piccolo commercio».
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