7 Settembre 2018

Negozi chiusi la domenica Lega e M5S stringono alla Camera

Mandare in soffitta le liberalizzazioni di Monti del 2012 e reintrodurre l’ obbligo di chiusura dei negozi la domenica e nei giorni festivi. Lega e Movimento 5 Stelle tornano sullo stop alla spesa e allo shopping la domenica, rivoluzionando così la settimana di lavoro. L’ intenzione della maggioranza è di introdurre questa norma dopo una serie di audizione in Parlamento, eliminando una situazione che – a detta loro – ha inciso in modo negativo sulle piccole realtà, garantendo al tempo stesso la possibilità di trascorrere i giorni festivi con la famiglia. Per ora sono state avanzate quattro proposte di legge in commissione Attività produttive della Camera, a firma Lega, M5S, Pd e una del gruppo Misto. «Cambiamo rotta per non penalizzare più i piccoli commercianti e le botteghe storiche, e ridare a lavoratori e famiglie la libertà della domenica», spiega Barbara Saltamartini, presidente leghista della Commissione. Le due proposte Sono differenti le proposte avanzate da Lega e Cinque Stelle. Quella del Carroccio a firma Santamartini è la più rigida e abroga le vecchie liberalizzazioni, che davano massima autonomia ai negozi. Il testo introduce la chiusura domenicale obbligatoria, affidando ai comuni e alle regioni il compito di determinare le regole, fissando un massimo di circa otto aperture straordinarie: i giorni sono le domeniche del mese di dicembre e altri quattro giorni festivi nel corso dell’ anno. Esclusi i luoghi turistici e balneari. La proposta dei Cinque Stelle a firma Davide Crippa è invece leggermente diversa: in questo caso infatti si prevede di fissare in ogni comune un limite del 25% degli esercizi aperti per settore e un massimo di dodici (e non otto) festività lavorative annue in cui poter aprire i negozi. La stretta vale anche per gli acquisti sui portali di e-commerce. Nelle prossime settimane dunque dovrebbe essere trovato un punto di incontro tra i due partiti. Le reazioni Il Codacons si dice molto critico, mentre è positiva la reazione di Confesercenti, secondo cui «era tempo di dare un segnale a migliaia di italiani, imprenditori e lavoratori, che aspettano un intervento correttivo sulla deregulation totale». Sulla stessa linea Confcommercio, che «auspica che ci sia una fase di dialogo e di ascolto per affrontare il tema nel merito, evitando gli errori del passato». Anche dal sindacato, con Annamaria Furlan della Cisl, arrivano parole di apprezzamento: «È un fatto positivo». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
nicola lillo

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