15 Febbraio 2006

«Negozi, aperture senza limiti»

«Negozi, aperture senza limiti»

Il Comune di Fontanafredda si schiera per la liberalizzazione. E l`accordo si allontana

Il rischio che il 28 febbraio la Conferanza dei sindaci dei Comuni non turistici non raggiunga il quorum per deliberare il contingentamento delle domeniche di apertura dei negozi è molto più elevato di quanto sia stato ipotizzato dei sindacati, in coda all`incontro consultivo con l`assessore regionale al Commercio Enrico Bertossi, tenutosi lunedì. Un incontro dove sono emerse posizioni assai diverse tra loro. «Per quanto ci riguarda, se non si raggiungerà il quorum non ci dispiacerà affatto – ha detto per esempio l`assessore al Commercio di Fontanfredda, Alessandro Feltrin – perchè la posizione della nostra amministrazione è a favore della totale liberalizzazione delle aperture, per 51 settimane all`anno (esclusa Pasqua). Ero presente all`incontro con Bertossi, ma non ho preso la parola – ha spiegato – perchè siamo contrari ai vincoli. Anche perchè siamo destinatari di un`ampia area costuire un Centro commerciale. La nostra posizione è identica a quella espressa dal Codacons e dalle associazioni dei consumatori: liberalizzazione purchè si rispettino i diritti dei lavoratori. Non credo che i piccoli commercianti, come hanno detto in molti, ne restino penalizzati, perchè sono convinto che gli operatori seri, che servono bene i clienti siano comunque premiati dal mercato. A nostro avviso – ha concluso – sarebbe invece una discriminazione decidere di contenere le domeniche in un comune come il nostro, che si trova a pochi chilometri da Sacile, che è a vocazione turistica e può tenere sempre le serrande alzate».
In vista dell`incontro del 28, al quale parteciperanno soltanto le i sindaci dei comuni non turistici interessati, che in provincia sono 33, l`assessore Bertossi aveva ricordato «che in Friuli prima dell`attuale Testo unico, sussisteva una situazione di discriminazione a scapito dei Comuni non turistici. Quelli turistici godevano da anni della liberalizzazione degli orari e ciò è diventato un problema quando sono diventati talmente numerosi da comprendere i due terzi dell`intero territorio, includendo Udine, Pordenone e Gorizia, Trieste, tutta l`area montana e la fascia costiera». Pertanto, ha ricordato, «la filosofia della legge sul commercio è stata quella di equiparare la situazione, lasciando agli enti locali libertà di scelta sino alla soglia minima prevista dalla “Bersani“, chè di 8 domeniche.

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