5 Marzo 2012

«Negozi aperti di notte?Non siamo pronti»

«Negozi aperti di notte?Non siamo pronti»


di Mattia Orlando Uno dei tratti salienti della manovra economica Monti è la cosiddetta «liberalizzazione h24», ovvero la possibilità per negozi e attività commerciali di estendere gli orari d’ apertura a fasce orarie festive e notturne. La polemica delle aperture domenicali ha già investito la città, ma come stanno vivendo cittadini e commercianti la rivoluzione del consumo 24 ore su 24? Esiste in città un volume d’ affari notturno? Il punto di vista delle piccole attività sembra essere sostanzialmente univoco e viene espresso chiaramente da Oreste Noventa, titolare di una panetteria-bar: «Sarebbe positivo tenere aperti negozi e locali anche di notte, ci abbiamo anche provato aprendo all’ una di notte per un periodo. Alla fine però ci si è resi conto di essere a Mestre, che non è una metropoli: i guadagni erano pochi e per un’ attività con 5 dipendenti diventa insostenibile». Su posizioni molto simili anche Tomas Di Pol, barista: «Potrebbe essere un cambiamento positivo, purchè si tutelino i lavoratori. Un locale a conduzione familiare è impossibile tenerlo aperto 24 ore su 24 senza nuove assunzioni e in assenza di agevolazioni noi restiamo tagliati fuori. In più – continua Tomas – è già abbastanza chiaro che l’ apertura notturna a Mestre non garantisce alcun incremento dei profitti». Luca Scantamburlo invece, titolare di un piccolo supermercato, valuta molto positivamente la possibilità di estendere gli orari: «E’ una grande opportunità che ci viene data, anche se per quanto riguarda la mia attività in particolare, non è ancora mai rimasta aperta di notte». Anche Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, ha qualche dubbio: «Da una parte vediamo favorevolmente tale prospettiva in vista di un’ estensione dei servizi al consumatore. Dall’ altra ci preoccupa il fatto che solo grandi centri commerciali possano permettersi di rimanere aperti nottetempo piùttosto che la domenica, a scapito delle piccole attività di quartiere». E i giovani? Laura Perelli e Giulia Mollame sono due consumatrici: «Trovare attività aperte tutta la notte sarebbe bello per mille ragioni. Più vita per i giovani e non solo, ma anche la possibilità di spendere, guadagnare e soprattutto lavorare. Ma in questa città, a parte i pochi under 30, quasi nessuno sente l’ esigenza di acquistare o consumare in fasce orarie notturne». Forse Mestre non è ancora pronta per diventare una città che non dorme mai. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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