16 Ottobre 2005

Negozi aperti di domenica da oggi a Natale

MESTRE. Un`abbuffata di shopping domenicale. Senza soluzione di continuità, da oggi fino alla fine del 2005, negozi e centri commerciali staranno aperti anche nel giorno consacrato alla festa. Undici volte di seguito: tre a ottobre, quattro a novembre e quattro a dicembre. Questi sono gli accordi sottoscritti a gennaio dai rappresentanti delle associazioni di categoria con l`allora assessore alle attività produttive, Luciano De Gaspari. Accordi che ancora non soddisfano gli addetti ai lavori, per opposte ragioni. La grande distribuzione, infatti, vorrebbe raddoppiare le deroghe festive previste dalla legge Bersani (otto, senza contare dicembre); mentre alcune associazioni di commercianti ritengono inutili queste soluzioni. “Già aprire le quattro domeniche di novembre mi sembra una cosa ridicola“ polemizza, per esempio, Maurizio Franceschi, segretario provinciale di Confesercenti. Nei prossimi giorni si troveranno tutti attorno a un tavolo, con il nuovo assessore Giuseppe Bortolussi. Si prevede battaglia. Anche le associazioni del consumatori si dividono sulle deroghe. Per Lorenzo Miozzi, del Movimento Consumatori, “rivitalizzare la città significa liberalizzare il commercio, anche per quanto riguarda gli orari“; mentre per l`avvocato mestrino Franco Conte, presidente Codacons, “la domenica dovrebbe essere riservata al cittadino, non al consumatore“. Nel cuore di Mestre, comunque, oltre al centro Le Barche, presumibilmente apriranno (ma al pomeriggio) solo i negozi di piazza Barche e di piazza Ferretto. Basterà uscire un attimo, magari anche verso via Cappuccina, per trovare il deserto. Così ci si chiede: piacciono ai mestrini le deroghe domenicali? “A quanto pare, sì – risponde qualche negoziante -. In tanti ci chiedono se teniamo aperto alla domenica“. APERTI FINO AL 2006. Insomma, si comincia. A Mestre, da oggi, non ci sarà domenica senza shopping. Si prevedono i soliti assalti all`Auchan e a tutta l`area di via don Tosatto, ma anche al Panorama e al Valecenter di Marcon. Per non parlare del centro Le Barche, il cui direttore, Marco Piscicelli, stima che il fatturato durante le aperture festive cresca del 20- 25 per cento. Diverso il discorso per il dettaglio. I negozi di abbigliamento, ma solo quelli di piazza Ferretto e dintorni, apriranno i battenti. DEROGHE E TAR. Nei prossimi giorni, l`assessore Giuseppe Bortolussi incontrerà i rappresentanti delle categorie, per decidere cosa fare nel 2006. In realtà, un incontro preliminare già c`è stato, due settimane fa. Teso e senza risultati. La grande distribuzione non ha intenzione di mollare e chiederà più domeniche possibili, ma Bortolussi non sembra disposto a cedere, almeno per quanto riguarda la richiesta di raddoppiare le deroghe previste dalla Bersani. Cosa succederà, allora? La grande distribuzione avrebbe fra le mani una opportunità che, però, non sembra intenzionata (almeno per ora) a sfruttare. Potrebbe cioè ricorrere al Tar, chiedendo che Mestre, essendo a tutti gli effetti Comune di Venezia, segua le stesse regole del centro storico: ovvero, cinquantadue aperture domenicali, deroga riservata alle città turistiche. FAVOREVOLI E CONTRARI. Le aperture domenicali dei negozi spaccano in due la città. Piacciono, per esempio, al mestrino Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori. “A riguardo abbiamo una posizione ad ampio raggio – spiega -. Noi siamo per una città viva, che aumenti le opportunità del cittadino. Ben vengano, dunque, le deroghe domenicali, ma bisognerebbe anche non porre limiti agli orari di chiusura e tenere aperti anche i servizi“. Per Franco Conte, del Codacons, le cose stanno diversamente. “Allargare la fascia degli acquisti, non significa riduzione dei prezzi, anzi – dice – le deroghe favoriscono nuove spese, incitano a nuovi acquisti, a discapito del cittadino consumatore. Inoltre il rischio è che i maggiori costi per le aziende che tengono aperto, si traducano in una maggiorazione dei costi della merce. Comunque la domenica è del cittadino, non del consumatore“. Maurizio Franceschi, di Confesercenti, ribadisce la sua posizione. “E` inutile parlare di aperture domenicali, senza organizzare grandi eventi in città“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this