7 Giugno 2001

Negozi aperti anche la domenica

I consumatori in campo “È un servizio
da garantire“

Appello delle associazioni

NELLA guerra fra piccola e grande distribuzione, le associazioni dei consumatori non hanno dubbi e si schierano decisamente a fianco di chi vorrebbe aprire la domenica. I ritmi di vita frenetici richiedono sempre più spesso tempi dilatati anche per lo shopping ed ecco che la domenica diventa un`occasione di fare acquisti. In alcuni casi, come quello degli alimentari, si tratta poi di garantire un servizio.

«I ritmi di lavoro sono cambiati e quindi anche le esigenze dei consumatori – spiega Lillo Vizzini, presidente regionale della Federconsumatori – un`indagine che noi stessi abbiamo effettuato un po` di tempo fa rileva che soprattutto le donne sarebbero avvantaggiate dalla possibilità di fare la spesa in orari continuati e in giornate normalmente dedicate alla chiusura. E poi la problematica investe numerosi aspetti: nel caso dei negozi alimentari, infatti, l`apertura significa anche garantire un servizio ai cittadini oltreché ai turisti, in particolare nei mesi estivi».

Le associazioni dei consumatori chiedono di dare il loro contributo al tavolo di concertazione che il commissario Serio ha promesso di convocare. Per smorzare le polemiche sollevate dai commessi, la Federconsumatori lancia una proposta: gli alimentari dovrebbero garantire un turno di apertura nei vari quartieri cittadini. «Per gli altri settori, invece – continua Vizzini – l`apertura la domenica dovrebbe essere lasciata alla libera scelta degli esercenti».

Dello stesso avviso, l`Adiconsum, che ha chiesto più volte, ai tavoli delle trattative su «Palermo città d`arte», l`apertura domenicale dei negozi in tutto il territorio cittadino. «I commercianti devono capire che la vita lavorativa della maggioranza delle persone è cambiata – argomenta Giovanna Agozzino, segretario provinciale di Adiconsum – e diventa spesso necessario potere fare acquisti la domenica o in orari della giornata diversi dal consueto, come durante la pausapranzo. I negozianti potrebbero organizzarsi in questo senso, magari decidendo di aprire più tardi la mattina. Soprattutto, deve cambiare la logica della concorrenza. Chi vuole deve poter aprire nei festivi. Chi invece decide di tenere abbassate le saracinesche, lo faccia senza temere il dirimpettaio».

«Siamo preoccupati soprattutto per il periodo estivo – dice Francesco Tanasi, vicepresidente del Codacons, che ha aperto da poco uno sportello a Palermo in via Di Giovanni 14 – quando i negozi chiudono e la città non offre un servizio ai turisti. Per questo motivo, siamo favorevoli ad un`apertura in tutto il territorio della città. Naturalmente, tutto questo deve essere effettuato nel rispetto delle legge. I lavoratori devono essere giustamente retribuiti ed avere il riposo settimanale compensativo. E` necessario che gli organi competenti si attivino per effettuare un controllo del territorio più efficace ed individuare quegli esercizi che non mettono in regola il personale».

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