20 Dicembre 2012

Negozi ancora vuoti a 5 giorni dalle feste Il grande flop per abbigliamento e calzature

Negozi ancora vuoti a 5 giorni dalle feste Il grande flop per abbigliamento e calzature

 

 

A POTER sbirciare sotto l’ albero di Natale nelle case dei romani, per ora, si troverebbe poco e niente. Solo qualche piccolo pacchetto (non certo di gioielleria) e nulla più. A raccontarlo i dati sulle vendite. In picchiata le vendite rispetto ai primi 20 giorni di dicembre di un anno fa: tra il 15 e il 20 per cento è il calo secondo la Confesercenti nel settore dell’ abbigliamento e delle calzature, 10 per cento in meno per gli articoli di profumeria, in diminuzione gli acquisti anche nelle enoteche per i classici cesti natalizi e le bottiglie di vino. «Persino nei supermercati gli acquisti per il cenone ancora languono», racconta Cesare Tirabasso, coordinatore del settore alimentare di Confesercenti. È come se tutto fosse sospeso, fermo. Nell’ attesa del rush finale, in quello scatto allo shopping forsennato che ti costringe a girare per i negozi a poche ore dall’ ora X. Ed è nel “colpo di reni” consumistico che i commercianti confidano. «Come sono andati gli affari? Bisogna tirare le somme a feste finite – dice Roberto Polidori, presidente di Federabbigliamento di Confcommercio – Manca ancora un weekend prima del 25 e speriamo tutti in questo ultimo fine settimana». Certo, continua Polidori: «È stato un mese difficilissimo per tutti. E per la gente mettere mano al portafoglio, già vuoto con la tredicesima volata via tra, Imu, mutuo e scadenze di fine anno, è complicatissimo». E le associazioni dei consumatori non incoraggiano i pronostici. «Pochi regali, solo ai familiari più stretti e dal prezzo minimo: 10 al massimo 20 euro», hanno detto più volte. In effetti, girando per Roma, sono solo gli store a buon mercato ad essere pieni. Per il resto, strade affollate ma negozi vuoti, nonostante gli sconti e i saldi (tollerati seppur fuori legge) già cominciati un po’ ovunque. «La gente si orienta magari sui bagnoschiuma – raccontano dall’ associazione profumieri di Confcommercio – sugli smalti. Tutti prodotti di marca ma che oscillano attorno a un range di 20 – 40 euro. Poi, certo, c’ è sempre un target alto di clienti che compra ancora i profumi le creme super costose ». Gente a cui la crisi non ha lasciato ferite. Per tutti gli altri invece, è il prezzo più basso a guidare la scelta. «Quello che fa più paura è la stasi che si respira: si è lavorato a dicembre come in qualsiasi altro mese dell’ anno », racconta il titolare di una profumeria vicino a piazza San Giovanni. Romani paralizzati, dunque, bloccati dalla paura del domani. Persino la spesa per imbandire la tavola del cenone è in stand by. «Gli anni scorsi, panettoni, noci, piuttosto che salmone o salumi venivano comprati con largo anticipo – spiega Cesare Tirabasso – Nei supermercati e negli alimentari invece si sta registrando un calo dell’ 8 per cento. Probabilmente nel weekend risaliremo la china». Al pandoro e al cotechino, del resto, raccontano le associazioni dei consumatori, il romano non rinuncia. Anzi, il pranzo e la cena in famiglia sarà il momento clou delle festività. E addio al Capodanno sulla neve e alle bottiglie di champagne stappate in qualche capitale europea. Secondo il Codacons, i viaggi per salutare il 2013, sono precipitati del 20 per cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

alessandra paolini

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