27 Agosto 2004

Negozi ancora chiusi. Proteste e disagi

Negozi ancora chiusi. Proteste e disagi
I Consumatori: la prossima estate turni adeguati ai nuovi ritmi della città. E a settembre i primi scioperi

Negozi chiusi, iniziative dei consumatori contro i rincari, primi scioperi. È lo scenario che si disegna di fronte alla Milano che si va ripopolando: in questo fine settimana rientreranno in città fra le 3 e le 400 mila persone. Riportando la popolazione sopra il milione di abitanti. Per i 650 mila rimasti, o già tornati dalle vacanze, la fine di agosto ha riservato ancora intere strade con le saracinesche abbassate.

I NEGOZI – Le associazioni dei consumatori contestano i dati del Comune sulle aperture dei negozi nel mese di agosto. Un coro: «Troppe zone della città sono rimaste sguarnite».
Attacca il Codacons: «Palazzo Marino – dice il presidente dell?associazione, Marco Donzelli – non fa una effettiva verifica delle aperture se non per i panificatori, gli unici che si possono multare in virtù di una vecchia legge». Per la settimana dopo Ferragosto, l?assessore al Commercio, Roberto Predolin, aveva segnalato però come dato «estremamente positivo l?apertura del 100 per 100 dei mercati rionali e la sostanziale tenuta di bar e ristoranti».
Pur senza un collegamento, le associazioni dei consumatori chiedono però per il prossimo agosto una politica innovativa: «Sarebbe necessario – spiega il presedente del Movimento consumatori, Alessandro Miano – che l?assessorato studiasse un meccanismo di turni simile a quello delle farmacie».
Il Comune di Torino ha emesso un?ordinanza che imponeva turni di apertura nel mese di agosto. Provvedimento simile è stato preso a Roma, limitatamente all?attività dei bar. Proposte da replicare? «Dovrebbero essere i consigli di zona – dice Massimo Todisco, presidente dell?Osservatorio di Milano – a concordare con i negozianti il calendario delle aperture. Altrimenti la città degli affari sarà sempre più distante da quella dei residenti».


I PREZZI – Una stima c?è già: secondo l?Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) quest?anno ogni famiglia spenderà in media 585 euro per zaini, astucci e quaderni, 35 in più rispetto al 2003. E a fronte di previsioni che parlano di aumenti generalizzati, lo stesso cartello di associazioni ha indetto lo «sciopero della spesa» per il 16 settembre. Ordine: «Rinviare tutti gli acquisti per quel giorno».
Iniziativa che si accompagna allo «sciopero dell?auto», con l?invito a optare per i mezzi pubblici o condividere una stessa macchina in più persone. Per evitare lo sciopero, le associazioni chiedono il prolungamento dei saldi per un altro mese (dai 2 attuali), nella convinzione che la misura porti maggiore concorrenza e un effetto di abbassamento dei prezzi.
Ma non tutti sono d?accordo: «Piuttosto che uno sciopero – spiega Angela Alberti, segretario generale di Adiconsum, associazione esterna al cartello – proponiamo il rilancio di campagne per il risparmio energetico e chiediamo politiche per il controllo dell?inflazione».
Una richiesta sulla quale si trovano d?accordo i sindacati: «A livello locale – spiega Maria Grazia Fabrizio, leader della Cisl milanese – in autunno ci saranno vertenze importanti come quella del trasporto pubblico. Lanciamo una sfida alle istituzioni: guidare il potenziamento della sede Rai di Milano: è in luoghi come questo che si gioca una fetta del futuro occupazionale della città».

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