“Né cavie, né colpe mediche Basta allarmare i pazienti”
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fonte:
- Il Resto del Carlino
SALE sul ‘ palchetto’ , le telecamere e i microfoni puntati. Non perde il sorriso, sdrammatizza – «Mi sembra di essere Berlusconi» – per stemperare la tensione accumulata nelle ultime due settimane. Quindici giorni in cui il reparto di Cardiologia è stato additato, prima dagli ‘ Amici del cuore’ , poi dalla Regione finendo pure in una inchiesta della magistratura per un elenco di morti e invalidità «sospette». Maria Grazia Modena, a capo del dipartimento di Emergenza Urgenza del Policlinico, ha scelto, andando contro tutto e tutti (direzione dell’ ospedale compresa), di rompere il silenzio. «L’ altro giorno al mercato mi ha fermato una signora, mi ha guardato e mi ha detto: ma io per lei sono una cavia?». Era ora di parlare, di mettere ordine alle cose, di dire che «non ci sono cavie, né colpe mediche al reparto di Cardiologia». Ha buttato giù alcuni appunti, non vuole sbagliare una virgola, anche perché in tanti sono pronti a fare le pulci al suo discorso. Comincia a leggere. Il primo paragrafo è dedicato ai pazienti, «gli attori principali», che con questo «chiasso» si sono persi di vista nel marasma di polemiche. «Basta fare allarmismi, non voglio che si diffonda in loro un senso di disagio; il ché potrebbe…, anzi – si corregge – è già accaduto». La dottoressa Modena sente di dover dare molte più spiegazioni ai malati che a chi, a vario titolo, ha accusato il reparto. E’ ai diretti interessati che vuole spiegare che «il termine ‘ inappropriato’ , che ricorre più volte nella relazione della commissione regionale, non è sinonimo di imprudenza o di imperizia. Le ‘ criticità’ segnalate non denotano nessuna approssimazione nell’ esecuzione delle procedure». Non usa mai la parola ‘ rischio’ , cosa che, invece, la Regione fa. Quando le viene chiesto come giudica quell’ Audit (ovvero la valutazione del team incaricato da Lusenti), lei spiega: «Non è pesante. Ci ha dato degli utili suggerimenti». Suggerimenti che lei intende mettere in pratica (già ieri sera un incontro con Cencetti), «anche se le questioni potrebbero essere opinabili. Il mio approccio vuole essere quello della massima collaborazione e non certo quello dello scontro istituzionale». Detto questo, la Modena mette i puntini sulle ‘ i’ . «LA QUESTIONE che viene dibattuta non riguarda la Cardiologia a 360 gradi, ma interventi endovascolari extracardiaci». Non ci sta poi a sentirsi dire che la ‘ multidisciplinarietà’ è ora «carente». «Ma se esiste già da 11 anni. Guardi – dice mostrando la programmazione della settimana – ogni martedì alle 8 si discutono, proprio qui, in questa sala, i casi con il chirurgo dell’ Hesperia e siamo in attesa di un percorso analogo con la chirurgia vascolare». Veniamo al punto. «La commissione – spiega la direttrice – ha valutato che nessuno dei 51 casi vagliati deve essere segnalato alla Procura (tutta la relazione, per la verità, è già nelle mani del pm Niccolini)». Non solo. E qui arriva la nota polemica. «Fino a venti giorni fa non si era registrato un solo contenzioso a carico del laboratorio di emodinamica. Prima le lamentele semmai riguardavano l’ acqua in bagno che non andava bene, tanto per fare un esempio. Tutto è nato dopo, chissà perché…». Un frecciatina rivolta al Codacons che raccoglie e continua a raccoglie segnalazioni. Per ‘ colpa’ del polverone sollevato «ora i nostri pazienti ci guardano scettici». La Modena fa capire che bisogna ristabilire le priorità. «Cartelle cliniche, consenso informato… non sono sinonimi di ‘ danno’ . I problemi sono organizzativi e riguardano cose banali come i registri». E’ in questi termini che, secondo lei, va letta la relazione regionale. Quindi, l’ invito ad abbassare i toni della polemica, «che non fa bene ai pazienti: quelli cardiologici sono fragili», e a spegnere «i riflettori e farci lavorare con serenità». E’ probabile che questo non sia più possibile per il professionista ‘ additato’ per le procedure contestate che potrebbe scegliere di lasciare la struttura. Quanto alla prof Modena chiude così: «Ora cosa devo dire…beh, che mi fido delle azioni dei magistrati (che è sicura non troveranno nulla, ndr )».
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