16 Gennaio 2019

Ncc, Antitrust contro il decreto: “Non aiuta i consumatori”

 

MILANO – Il tema della riforma dei servizi di noleggio con conducente continua a dividere. A gettare nuove critiche sul decreto è stata l’Antitrust, che in audizione al dl sugli autoservizi pubblici non di linea (Ncc) ha rimarcato: “Le modifiche introdotte dal decreto non paiono andare del tutto nella direzione auspicata: il mantenimento dei vincoli delle modalità di prenotazione dei servizi, le restrizioni territoriali dei servizi Ncc se uniti all’inutilizzabilità di fatto delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio delle nuove autorizzazioni può rendere sempre più difficile l’incontro di questa domanda con l’offerta e potrebbe avere effetto di reprimere il benessere dei consumatori finali con meno servizi e prezzi più elevati”.

Nel dettaglio, l’obbligo di “prenotazione dei servizi di noleggio con conducente ad una sede fissa (sia essa rimessa o sede dell’impresa)” previsto dal decreto sugli Ncc “appare presentare un carattere restrittivo della concorrenza”. Gabriella Muscolo, presidente facente funzioni dell’Antitrust nell’appuntamento in commissione Trasporti della Camera, ha rilevato tra le altre cose come “nel settore della mobilità non di linea si è sviluppata in tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività dei taxi, degli Ncc e delle piattaforme tecnologiche”. E nello stessi tempo, ha sottolineato, la moratoria sul rilascio di nuove autorizzazioni per i servizi Ncc “rischia”, a parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, “di aggravare l’endemica carenza di servizi di mobilità non di linea in particolare nelle grandi città italiane, nelle aree metropolitane, come Roma e Milano, soprattutto se unita all’inerzia di alcuni grandi comuni nel rilascio delle nuove autorizzazioni”.

Sulla base di tali considerazioni, l’Agcm ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità. Nelle more di tale processo di riforma, l’Antitrust ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

Sui rilievi Antitrust è montato il Codacons, ribadendo che il decreto “non garantisce adeguata concorrenza tra operatori e danneggia i consumatori”. I sindacati di categoria si sono invece espressi a favore del decreto: “Venga approvato presto”, ha detto Ugl Taxi; “un giusto compromesso” secondo Uiltrasporti; “regolamentare le App” chiede Unica Filt-Cgil; “bene l’equilibrio raggiunto sulla territorialità”, l’annotazione della Fit-Cisl.

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