26 Gennaio 2012

NAVE COSTA: DOPO ESPOSTO CODACONS LA PROCURA DI GENOVA INDAGA SULLA PRATICA DELL’INCHINO!

    NAVE COSTA: DOPO ESPOSTO CODACONS LA PROCURA DI GENOVA INDAGA SULLA PRATICA DELL’INCHINO! L’ASSOCIAZIONE CHIEDEVA DI ACCERTARE LE RESPONSABILITA’ DI CAPITANERIE DI PORTO E AUTORITA’ PORTUALI

     
    Si apprende oggi dell’apertura di una indagine da parte della Procura della Repubblica di Genova, a seguito di un esposto del Codacons, sulla famigerata pratica dell’inchino.
    Il fascicolo, di cui è titolare il pm Francesco Pinto e che al momento sarebbe senza ipotesi di reato né indagati, fa riferimento ad un esposto presentato lo scorso 19 gennaio dal Codacons, in cui si chiedeva alla magistratura di accertare il comportamento delle Capitanerie di Porto e delle varie autorità portuali quando le navi da crociera si avvicinano eccessivamente alle nostre coste.
    Nello specifico l’associazione, a seguito delle notizie stampa circa la consuetudine dell’inchino nei nostri mari, chiedeva di verificare le rotte seguite dalle navi da crociera che solcano le acque italiane, il rispetto delle distanze minime dalle coste, e quali interventi abbiano messo in atto le Capitanerie di Porto e le altre autorità competenti in occasione di passaggi sottocosta delle navi.
    “Siamo soddisfatti per la decisione della Procura di Genova di aprire una indagine sulla prassi dell’inchino – spiega il Presidente Carlo Rienzi – e speriamo che ora la magistratura possa fare chiarezza circa eventuali responsabilità delle autorità marittime che, come da noi sostenuto nel corso di un acceso dibattito su Rai2, attraverso il sistema IAS possono monitorare la rotta delle imbarcazioni”. 

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