6 Febbraio 2012

NAVE COSTA: CODACONS, TANTISSIME LE ADESIONI ALLA CLASS ACTION

NAVE COSTA: CODACONS, TANTISSIME LE ADESIONI ALLA CLASS ACTION

 

(AGENPARL) – Roma, 06 feb –  Mentre crescono numerose le adesioni all’azione collettiva per il naufragio della Costa Concordia lanciata negli Usa dal Codacons, l’associazione Federconsumatori, forse terrorizzata dal perdere visibilità nei confronti del Codacons, continua a diramare patetici comunicati stampa (non si sa se e da quale ente sollecitati) attraverso i quali dimostra di non capire, o di fingere di non capire, quale sia l’esatta verità in merito ai risarcimenti.
 
“Abbiamo già più volte spiegato a Federconsumatori che quei 10mila euro di indennizzo contenuti nel comunicato diffuso dal Codacons poche ore dopo il naufragio, erano stati calcolati quando ancora non si conoscevano le dinamiche dell’incidente e tutte le gravissime circostanze emerse in seguito – spiega l’associazione – Semplicemente sembrava trattarsi di un incidente si grave, ma non tale da mettere a repentaglio la vita di oltre 4000 passeggeri. Una volta apprese le gravi carenze nella gestione dello sbarco e i rischi reali corsi dai viaggiatori, i 10mila di risarcimento da noi chiesti in un primo momento, così come l’ “elemosina” da 11mila euro ottenuta da Federconsumatori, sono apparsi inadeguati e si è scelto di percorrere altre vie. Tra l’altro fortissime critiche all’accordo raggiunto tra Federconsumatori e Astoi giungono da più parti, in Italia e nel resto del mondo, a dimostrazione di come evidentemente quella cifra sia ritenuta inaccettabile non solo dal Codacons”.
 
“Non sapendo più come difendere la propria posizione – prosegue il Codacons – Federconsumatori prosegue nel tirare in ballo questioni vecchie e superate, fingendo di non sapere ciò che più volte gli abbiamo spiegato. Quanto alle somme spettanti agli avvocati americani che seguono la class action, se Federconsumatori avesse studiato il diritto americano saprebbe che:
 
1)   è la legge dello Florida che prevede una percentuale nella misura del 40% del capitale ottenuto dal danneggiato in favore dei legali;
 
2)   la ragione di questa disposizione normativa (che non ha niente a che vedere  con gli “sciacalli”) sta nel fatto che gli studi americani si fanno carico di milioni di dollari di investimenti per gestire le cause, sostenendo il rischio anche di perdere,  NEL TAL CASO NULLA E’ DOVUTO DAI LORO CLIENTI!!!
 
 
 
Si tratta di sistemi, normative e cultura diversi dalle nostre, che i semplici cittadini possono ignorare, ma che un’associazione nazionale come Federconsumatori dovrebbe ben conoscere attraverso i propri consulenti legali!
 
I passeggeri dunque – prosegue il Codacons – sono liberissimi di scegliere quale sia la strada migliore per far valere i propri interessi, avendo piena consapevolezza di tutte le condizioni e del fatto che un indennizzo da 10mila euro a passeggero (Federconsumatori ha ottenuto 11mila euro di risarcimento) è già previsto in caso di naufragio dal contratto assicurativo stipulato dalla Costa, e che non c’è alcuna fretta, per cui è preferibile attendere l’esito delle azioni avviate in Usa prima di firmare qualsiasi carta”.
 
“Federconsumatori – conclude il Codacons – farebbe bene a spiegare se esiste un nesso tra il suo difendere a spada tratta l’accordo con Astoi e il protocollo “privato” raggiunto tempo fa dalla stessa associazione con Astoi, che sembra legare strettamente Federconsumatori alle agenzie di viaggio di Confindustria”.
 

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