Nave affondata/ Trovato il corpo di una donna, è la 17/ma vittima
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fonte:
- Affari Italiani
I sommozzatori hanno trovato un nuovo corpo . E’ la diciassettesima vittima del naufragio della Costa Concordia. Il corpo è stato ritrovato al ponte 6. E’ di una
donna. La donna e’ stata individuata dai sommozzatori della Guardia di Finanza nella parte sommersa del ponte 6. Guarda la gallery Prosegue intanto l’ attivita’
investigativa a Grosseto per accertare responsabilita’ e cause del naufragio della Costa Concordia . Gli investigatori sono al lavoro su diversi fronti, tanto in citta’
quanto all’ Isola del Giglio. L’ attenzione del pool di magistrati titolari dell’ inchiesta e’ anche per le dichiarazioni fatte ieri da Ciro Ambrosio, primo ufficiale di
coperta della nave, interrogato per cinque ore. Si sta verificando la serie di passaggi che nel corso dell’ interrogatorio Ambrosio ha riferito in relazione alla
navigazione la sera del 13 gennaio dal porto di Civitavecchia fino al momento dell’ impatto con gli scogli e quindi al naufragio . Ambrosio risultava al timone della
nave quando questa ha mollato gli ormeggi a Civitavecchia , poi – come il primo ufficiale ha ribadito ieri – i comandi sono stati presi da Francesco Schettino. Anzi, l’
avvocato di Ambrosio, Salvatore Catalano, ha usato il termine “esautorato” per dire del suo assistito privato del timone dal comandante. Il lavoro dei magistrati e’
finalizzato anche a una definizione netta e chiara degli orari, in considerazione delle indicazioni sulla rotta seguita dalla nave, cosi’ che i diversi elementi arrivino a
delineare il mosaico degli avvenimenti di quella sera. Bocche cucite ovviamente in procura, senza esito il tentativo questa mattina di avere un commento dal
sostituto procuratore Stefano Pizza, che ieri ha condotto l’ interrogatorio di Ambrosio. “Voi sapete che io non dichiaro nulla, non vi posso dire nulla”, ha risposto
Pizza al tentativo di avere qualche informazione, richiestagli in una pausa di una udienza in tribunale relativa a tutt’ altra vicenda. Il caso ha voluto che nella stessa
udienza a rappresentare la difesa sia l’ avvocato Bruno Leporatti, il difensore di Francesco Schettino nella vicenda della nave, e anche da lui nessuna informazione
ne’ tanto meno un commento sulle dichiarazioni del suo collega Catalano a proposito della posizione di Ambrosio che ieri in buona sostanza ha fatto intendere di
non avere responsabilita’ nella tragedia. IL CODACONS DEPOSITA IN USA AZIONE DI RISARCIMENTO – Per il disastro della nave da crociera Costa Concordia,
naufragata nei pressi dell’ Isola del Giglio, il Codacons ha lanciato, in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner,
un’ azione collettiva a Miami, negli Usa, contro la Costa Crociere e la Carnival, diretta a far ottenere a tutti passeggeri internazionali coinvolti il giusto risarcimento
per tutti i danni subiti. E’ quanto si legge in una nota dell’ associazione consumatori. Gia’ iscritto a ruolo, il 27 gennaio 2012, davanti alla Corte di Miami, il primo
ricorso relativo ai primi 6 passeggeri che si sono rivolti al Codacons, con cui si chiedono 460 milioni di dollari di danni. E’ possibile per tutti i passeggeri, italiani e
stranieri, iscriversi compilando l’ apposito modulo sul sito www.codacons.it disponibile anche in lingua inglese. Tutti coloro che si iscriveranno verranno contattati
dai nostri avvocati, e potranno agire in questa azione collettiva a Miami senza nessun anticipo di spese “Si tratta di un incidente di inaudita gravita’ – afferma il
Presidente Carlo Rienzi – e si tratta quindi di un tentativo doveroso da parte nostra di ridare dignita’ alla vita e alla sicurezza delle persone: tutti coloro che si
trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti (costo vacanza, beni personali persi o danneggiati, e ogni
eventuale danno fisico), ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per il rischio di morire nel naufragio”. “E’ inammissibile che nonostante le
sofisticatissime strumentazioni a bordo di tali navi, installate proprio per evitare scontri e incagliamenti, si verifichino simili incidenti. Data la scarsissima tutela che
hanno i diritti nel nostro paese, anche in sede giudiziaria e con transazioni da elemosina – prosegue Rienzi – abbiamo ritenuto giusto almeno tentare la strada della
serieta’ e della dignita’ delle persone, che non si possono certo ritenere risarcite da 11.000 euro per un cosi’ evidente pericolo di vita che segnera’ tutta la loro
esistenza, e la strada della punizione esemplare di comportamenti inammissibili che solo attraverso condanne esemplari potranno cessare”. Aderendo all’ azione
si potra’, sulla base di successive istruzioni, entrare anche come parti civili nel processo penale in corso a Grosseto, nel quale il Codacons e’ gia’ costituito come
parte offesa per chiedere i danni ai responsabili diretti come il comandante Schettino e gli altri ufficiali di bordo. L’ iniziativa non esclude, in caso di insuccesso
dell’ azione negli USA, una successiva class action e/o eventuali azioni individuali anche in Italia e, in ogni caso, una azione di risarcimento danni in base al codice
del processo amministrativo contro le Capitanerie di porto e altre pubbliche amministrazioni che hanno omesso i doverosi controlli diretti a prevenire incidenti di
questo genere.
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