Naufragio, ricerche e polemiche
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Naufragio, ricerche e polemiche
Martino: la Marina ha fatto tutto quello che poteva
AGRIGENTO Mentre il viaggio della speranza per un pugno di immigrati clandestini annegati nel basso Mediterraneo e stipati nelle celle frigorifere dei motopesca mazaresi finiva sui moli di Porto Empedocle in dodici bare, su quegli stessi moli, nel pomeriggio sono sbarcati i dieci superstiti, accompagnati dai carabinieri di Lampedusa sul traghetto di linea Paolo Veronese. Sono stati trasbordati su una motovedetta che li ha portati in banchina per accelerare le procedure di identificazione formale. Poi, probabilmente, saranno avviate le procedure di reimpatrio anche se per loro sarà chiesto un permesso di soggiorno per motivi umanitari.
A sud di Lampedusa, intanto, proseguono senza sosta le ricerche di improbabili naufraghi, rimasti appesi a bidoni galleggianti o detriti di legno (una cinquantina i dispersi). Solo ieri le autorità maltesi hanno deciso di collaborare nelle ricerche malgrado la zona rientri sotto il proprio controllo in base alla convenzione internazionale di Amburgo.
E il dramma dei clandestini annegati è rivissuto nella telefonata di una donna eritrea agli investigatori: aveva appreso del naufragio e cercava disperatamente notizie del fratello, partito tre giorni prima da un porto libico. La conferma, per gli investigatori, che la barca carica di disperati è partita dalle coste nordafricane e non dalla Turchia.
Decolla, intanto, l`inchiesta della magistratura sulle eventuali responsabilità di un soccorso in mare finito male: dopo avere sequestrato le bobine con le conversazioni radio tra l`unità della marina Militare Cassiopea ed il motopesca Elide in quei drammatici momenti i due magistrati della procura di Agrigento titolari delle indagini, Luca Venturi e Claudio Corselli, sono andati nel pomeriggio a Mazara del Vallo, dove, nel commissariato di polizia, hanno interrogato a lungo l`armatore Paolo Asaro, il comandante Vito Diodato e i dodici componenti dell`equipaggio dell`Elide, il motopesca che ha trainato per due ore e mezza il barcone carico di disperati poi affondato a 65 miglia a sud di Lampedusa. Parlando con i giornalisti il nostromo dell`Elide aveva accusato il pattugliatore d`altura Cassiopea di avere delegato ai pescatori le operazioni di salvataggio. Il comando della Marina Militare lo ha smentito sostenendo di avere offerto la massima collaborazione in relazioni alle condizioni meteo marine non agevoli. E a Mazara i due magistrati cercano anche tracce di un video amatoriale che sarebbe stato girato a bordo dell`Elide nei momenti immediatamente successivi al rimorchio del barcone: a riprendere uomini, donne e bambini stipati «come sardine» nell`imbarcazione di sette metri sarebbe stato, secondo due quotidiani, un marinaio del motopesca. La Procura di Agrigento ha emesso un decreto di sequestro del filmato, utilissimo, se esistente, per stabilire le esatte dimensioni numeriche della tragedia; top secret l`esito delle ricerche compiute dalla polizia. Sui tavoli della Procura di Agrigento è finito anche un esposto del Codacons che chiede alla magistratura di accertare eventuali responsabilità del comandante del Cassiopea nelle operazioni di soccorso. L`inchiesta sul naufragio «per il momento non è di nostra competenza» ha affermato, intanto, il procuratore militare di Roma, Antonino Intelisano.
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