28 Gennaio 2012

Naufragio Giglio/ Depositata da Codacons class action Miami

 

Naufragio Giglio/ Depositata da Codacons class action Miami

Roma, 28 gen. (TMNews) – E’ stato il Codacons a lanciare, in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner, un’

azione collettiva a Miami, negli Usa, contro la Costa Crociere e la Carnival, per far ottenere a tutti passeggeri internazionali coinvolti “il giusto risarcimento per tutti i

danni subiti” nel naufragio della Costa Concordia. Il ricorso relativo ai primi 6 passeggeri che si sono rivolti al Codacons, con cui si chiedono 460 milioni di dollari

di danni, è già iscritto a ruolo davanti alla corte di Miami. E’ possibile per tutti i passeggeri, italiani e stranieri – spiega l’ associazione dei consumatori in una nota –

iscriversi compilando l’ apposito modulo sul sito www.codacons.it disponibile anche in inglese. Tutti coloro che si iscriveranno verranno contattati dagli avvocati del

Codacond, e potranno agire in questa azione collettiva a Miami senza nessun anticipo di spese. Aderendo all’ azione si potrà, sulla base di successive istruzioni,

entrare anche come parti civili nel processo penale in corso a Grosseto nel quale il Codacons è già costituito come parte offesa per chiedere i danni ai

responsabili diretti come il comandante Schettino e gli altri ufficiali di bordo. L’ iniziativa non esclude, in caso di insuccesso dell’ azione negli Usa, una successiva

class action o eventuali azioni individuali anche in Italia e, in ogni caso, una azione di risarcimento danni in base al codice del processo amministrativo contro le

Capitanerie di porto e altre pubbliche amministrazioni che hanno omesso i doverosi controlli diretti a prevenire incidenti di questo genere. “Si tratta di un incidente

di inaudita gravità – ribadisce il presidente Carlo Rienzi – e si tratta quindi di un tentativo doveroso da parte nostra di ridare dignità alla vita e alla sicurezza delle

persone: tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti, ma anche per quelli morali, come la

paura e il terrore subiti, e per il rischio di morire nel naufragio”. “Data la scarsissima tutela che hanno i diritti nel nostro paese, anche in sede giudiziaria e con

transazioni da elemosina – prosegue Rienzi – abbiamo ritenuto giusto almeno tentare la strada della serietà e della dignità delle persone, che non si possono certo

ritenere risarcite da 11.000 euro per un così evidente pericolo di vita che segnerà tutta la loro esistenza, e la strada della punizione esemplare di comportamenti

inammissibili che solo attraverso condanne esemplari potranno cessare”.

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