Naufragio Costa Concordia: per la class action vanno provati i danni
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fonte:
- Blogosfere
I naufraghi della Costa Concordia dovranno probabilmente provare i danni subìti per ottenere un rimborso. Nel post le opinioni degli esperti. Mentre prosegue la ricerca dei dispersi sulla Costa Concordia – 23 secondo la lista ufficiale – i naufraghi stanno vivendo ore difficili e, alcuni di loro, si stanno organizzando per ottenere rimborsi. (Foto: Infophoto ) A supportare coloro che intendono tutelare i propri diritti nei confronti della compagnia “sia dal punto di vista penale, con la costituzione di parte civile nell’ instaurando processo penale, sia dal punto di vista civilistico per la richiesta del risarcimento dei danni” c’ è il Codacons con lo sportello “Risarcimenti Costa Concordia” e i suoi legali e medici, coordinati dall’ avvocato Floriana Pisani. L’ associazione sottolinea che il disastro potrebbe aver determinato nei naufraghi lesioni dell’ integrità fisio-psichica produttrici di danno biologico temporaneo e permanente e per accertare lo stato delle cose “fornirà una adeguata assistenza clinica al fine di verificare la sussistenza di patologie meritevoli di accertamento medico-legale, per la stima integrale ( biologico, morale, esistenziale) del danno alla persona”. I medici legali del Codacons ritengono molto probabile l’ insorgenza di processi morbosi attinenti la sfera psichica. Infatti lo sviluppo di sintomi tipici che seguono l’ esposizione ad un fattore traumatico estremo che implica l’ esperienza personale diretta di un evento, che causa o può comportare morte o lesioni gravi o altre minacce all’ integrità fisica anche di altra persona, necessita di un opportuno monitoraggio clinico, al fine di limitare gli eventuali esiti e laddove sussistano di valorizzarli in ambito medico-legale. Il Presidente nazionale del Codacons Carlo Rienzi ha dichiarato: ” Si tratta di un incidente di inaudita gravità e tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti (costo vacanza, beni personali persi o danneggiati, e ogni eventuale danni fisico), ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per i rischi corsi in relazione all’ incolumità fisica. Riteniamo che l’ indennizzo non possa essere inferiore a 10.000 euro a passeggero, ed invitiamo tutti i viaggiatori che erano a bordo della Costa Concordia ad aderire alla class action compilando l’ apposito modulo scaricabile dal sito del Codacons ” . Claudio Perrella , avvocato esperto nel settore delle assicurazioni marittime, spiega al Corriere che “il risarcimento va chiesto entro dieci giorni, altrimenti potrebbe essere troppo tardi” e aggiunge Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo: “Cercate gli scontrini delle cose che avete lasciato a bordo, vedete se nei cassetti avete qualche fotografia, trovate un testimone che sia pronto a dire che sì, l’ avevate portato con voi sulla Concordia”.
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