13 Gennaio 2022

Naufragio Concordia, cerimonia al Giglio. “E’ l’ultima pubblica”, dice il sindaco. Il Codacons annuncia una nuova class action

Familiari delle vittime, soccorritori, gente comune, dalla prima mattina hanno incominciato a sbarcare all’isola del Giglio per il decennale del mauftagio della Costa Concordia. “Dieci anni per non dimenticare, ma anche per superare definitivamente quella che è stata la tragedia della Costa Concordia”, ha detto Sergio Ortelli, sindaco dell’Isola aprendo questa mattina, 13 gennaio, la commemorazione del decennale del naufragio. Il 13 gennaio 2012, alle ore 21:45:07 la nave da crociera, comandata da Francesco Schettino, impattò contro gli scogli nei pressi dell’isola del Giglio. L’incidente causò 32 morti tra i passeggeri e l’equipaggio. Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione.

“Quella del 13 gennaio 2012 – ha detto il sindaco Sergio Ortelli – è per noi una giornata intensa nel ricordo di un evento che ci ha investito all’improvviso, segnando la nostra esistenza, ma allo stesso tempo che ci ha permesso di lanciare un segnale al mondo, che oltre ad accendere i riflettori su quanto stava accadendo e sul nostro spirito di fratellanza e di accoglienza, ha avuto una prova di come abbiamo saputo affrontare una tragedia come quella che si era abbattuta sul Giglio, rilanciando l’immagine dell’Italia e della sua capacità di superare un momento che non aveva precedenti. Dopo dieci anni l’Isola del Giglio guarda avanti – ha aggiunto Ortelli – e questo è un momento per farlo tutti insieme, con chi è tornato qui dopo il naufragio e con chi è stato protagonista di quelle prime ore convulse, ma anche dei giorni e mesi successivi fino alla rimozione del relitto”.

“Per quanto si voglia guardare avanti – ha osservato il sindaco Ortelli – non potremo mai dimenticare quella tragica notte di dieci anni fa. L’Isola si sta però lasciando alle spalle il naufragio ed il clamore mediatico di quei mesi e anche il fondale su cui si era appoggiato il relitto sta riprendendo ormai da tempo il suo spazio con la poseidonia che è tornata a popolarlo restituendole la sua bellezza. Questo è l’ultimo anniversario con i riflettori accesi. Dal prossimo anno la tragedia diventerà un fatto intimo per l’isola, spegneremo i riflettori. Abbiamo istituito a livello comunale per il 13 gennaio di ogni anno una giornata del ricordo per le vittime della Concordia ma dal 2023 sarà una celebrazione locale”.

“Per non dimenticare” è il titolo dell’evento commemorativo in programma venerdì 14 gennaio al Teatro degli Industri di Grosseto per il decennale del naufragio. E’ organizzato dal Tribunale di Grosseto in collaborazione con i Comuni di Grosseto e dell’Isola del Giglio, l’Ordine degli avvocati di Grosseto, la Fondazione Polo universitario grossetano, Tv9. Nel corso del convegno, con la partecipazione degli studenti, verrà ricostruita la vicenda dl naufragio e verranno illustrati i soccorsi prestati dagli abitanti del Giglio. Ci sarà un approfondimento sulle risultanze del processo e in due tavole rotonde si parlerà dei profili di interessi penale, civilistico e di diritto della navigazione.

Il disastro della Costa Concordia a 10 anni dalla tragedia “ci insegna che si possono fare degli errori tragici e anche sistemici, perché ritengo che c’è un responsabile penale ma ci sono anche altri responsabili di questa tragedia. E ci insegna che è possibile riscattarsi, porre rimedio agli errori, e anche che laddove si realizzano corrette sinergie si possono conseguire cose straordinarie”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli, ai tempi del disastro della Costa Concordia a capo della Protezione civile e poi commissario per l’emergenza, parlando oggi all’Isola del Giglio.

“I gigliesi – ha proseguito Gabrielli – sono stati i più affidabili compagni in questo viaggio tragico e incredibile. Il ricordo più indelebile è riferito alle tante persone che non ci sono più e il mio pensiero va a Israel Moreno Franco, l’operaio spagnolo che morì durante le attività di rimozione della nave in un tragico incidente sul lavoro. Ricordo anche gli strazianti incontri con i familiari delle vittime ma il mio approdo più sicuro era l’Isola del Giglio”, ha aggiunto Gabrielli.

“I 30 mesi di questa tragica vicenda – ha proseguito – sono stati molto difficili per me. Dovemmo affrontare anche altre emergenze come alluvioni e terremoti, ma quando arrivavo al Giglio ricaricavo le pile grazie all’energia della gente. Qui ho festeggiato un compleanno – ha detto ancora -, ci sono poi tornato perché mi hanno dato la cittadinanza onoraria. Il tema delle vittime è importante e fondamentale, io continuo a sostenere i familiari, non per un esercizio istituzionale o di carineria ma perché credo che non si possa mai dare il giusto risalto alle cose dei vivi se non si onorano i morti”

Intanto, in occasione del decennale il Codacons annuncia “una nuova class action contro Costa Crociere da parte dei naufraghi che, la notte del 13 gennaio 2012, hanno rischiato la propria vita a bordo della nave. A rendere possibile la nuova azione collettiva – spiega Codacons – una importantissima sentenza del Tribunale di Genova che, riconoscendo responsabilità e colpe della società di navigazione che hanno contribuito a determinare il naufragio, oltre a quelle già accertate in capo al comandante Schettino, riapre di fatto la strada ai risarcimenti in favore dei sopravvissuti, anche per chi dopo l’incidente accettò gli indennizzi ‘elemosinà proposti da Costa” firmando “una rinuncia ad agire in sede legale”. Per altro verso il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, afferma che “il caso della Concordia è unico nel suo genere non solo per la gravità dell’incidente, ma anche per la velocità con cui si è riusciti ad ottenere un risarcimento in favore dei passeggeri in soli 15 giorni”.
“Saluto con affetto don Lorenzo, parroco di questa chiesa che si aprì, come era giusto, per accogliere i naufraghi. Invochiamo la pace di Dio per noi, per la vita che scorre intorno a noi. Ma invochiamo soprattutto pace e bene per le anime delle sorelle e dei fratelli che persero la vita in questo mare”, ha detto il vescovo Padre Giovanni Roncari durante la santa Messa di suffragio nella Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano di Giglio Porto. “La speranza e la fede – ha aggiunto – non cancellano il dolore, ma ci inducono a spingere in avanti il nostro cuore. La speranza la dobbiamo a noi stessi: sarebbe ben poco commemorare un fatto tragico successo 10 anni fa, se da questo non imparassimo a condividere la speranza e non imparassimo a insegnare a nuove generazioni la speranza”.

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